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Ritorno al sacro

· Nella messa del Corpus Domini il Papa ribadisce il valore del culto eucaristico e dell'adorazione del Santissimo Sacramento ·

Il mondo ha bisogno del sacro. La sua scomparsa, infatti, «inevitabilmente impoverisce la cultura» E rischia di lasciare campo libero «ai tanti surrogati presenti nella società dei consumi, ad altri riti e altri segni, che più facilmente potrebbero diventare idoli».

La celebrazione del Corpus Domini -  con la messa a San Giovanni in Laterano e la processione del Santissimo Sacramento conclusasi giovedì sera, 7 giugno, a Santa Maria Maggiore - ha offerto a Benedetto XVI l'occasione per ribadire alcuni punti fermi della dottrina del culto e della sacralità dell'Eucaristia. Due aspetti che, ha notato il Pontefice, hanno sofferto negli ultimi tempi le conseguenze di «una interpretazione unilaterale del Concilio Vaticano II» e di «un certo fraintendimento del messaggio autentico della Sacra Scrittura».

Per il Papa va anzitutto riaffermata l'importanza dell'adorazione eucaristica come «atto di fede e di preghiera rivolto al Signore Gesù, realmente presente nel Sacramento dell'altare». Un aspetto che non contraddice la centralità della celebrazione, nella quale «il Signore convoca il suo popolo, lo raduna intorno alla duplice mensa della Parola e del Pane di vita, lo nutre e lo unisce a sé nell'offerta del Sacrificio».

In realtà, ha puntualizzato il Pontefice, «il culto del Santissimo Sacramento costituisce come l'"ambiente" spirituale entro il quale la comunità può celebrare bene e in verità l'Eucaristia». Proprio il ritrovarsi inginocchiati in silenzio davanti al Santissimo, infatti, associa il sacerdozio comune al sacerdozio ministeriale, costituendo così «una delle esperienze più autentiche del nostro essere Chiesa».

Anche a proposito della sacralità dell'Eucaristia il Papa ha invitato a non lasciarsi influenzare da una certa mentalità secolaristica che ne esclude la sussistenza. Gesù, ha ricordato Benedetto XVI,  «non ha abolito il sacro, ma lo ha portato a compimento». Esso conserva perciò  una dimensione «più vera, più intensa», insieme a una «funzione educativa» soprattutto per la formazione dei giovani.

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21 ottobre 2019

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