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Risposte urgenti
alla sfida climatica

· Appello di 16 capi di stato europei in vista della Cop24 ·

Una cappa di smog incombe su Macao  (Afp)

«Il cambiamento climatico è la sfida chiave del nostro tempo: la nostra generazione è la prima a sperimentare il rapido aumento delle temperature in tutto il mondo e probabilmente l’ultima che effettivamente possa combattere l’imminente crisi climatica globale». A ribadirlo sono 16 capi di stato di paesi europei in una dichiarazione congiunta in vista della prossima conferenza dell’Onu sul clima, la Cop24, che quest’anno si terrà a Katowice, in Polonia, dal 3 al 14 dicembre. I paesi rappresentati sono Austria, Cipro, Finlandia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Portogallo, Slovenia, Svizzera, Olanda, Svezia.

«Gli effetti del cambiamento climatico — si legge nella dichiarazione congiunta — sono ben documentati e si avvertono ovunque nel mondo». Vengono dunque citati «il drammatico aumento di ondate di calore, con inondazioni, siccità e frane, lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento del livello dei mari». Ed è chiara la denuncia: «carenze di risorse idriche e crisi dei raccolti sono solo alcuni dei risultati immediati». Con l’Accordo di Parigi del 2015 i paesi di tutto il mondo si sono impegnati a mantenere entro i 2 gradi centigradi, possibilmente 1,5, il riscaldamento globale rispetto dall’epoca pre-industriale. Anche se alcuni Paesi, come gli Stati Uniti, hanno poi rigettato l’intesa, ogni stato ha previsto obiettivi nazionali ma, scrivono i 16 capi di stato europei, «i contributi nazionali non sono sufficienti a raggiungere gli obiettivi a lungo termine stabiliti nell’accordo stesso».

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17 agosto 2019

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