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Risposte tardive

· Discutibili proposte dell’Onu di fronte all’espandersi dell’epidemia di Zika ·

I vescovi del Brasile sollecitano un’efficace azione di profilassi

Si estende l’allarme sanitario in America latina per la diffusione del virus Zika e, più in generale, di malattie trasmesse dalle punture di zanzare del tipo Aedes Aegypti. Il ministro della Sanità della Colombia, Alejandro Gaviria, ha comunicato ieri che la scorsa settimana sono morte tre persone per la sindrome di Guillain-Barré, che potrebbe essere collegata al virus. Ma casi di Zika vengono segnalati anche in Europa e negli Stati Uniti.

La zanzara Aedes Aegypti responsabile  della diffusione del virus (Afp)

Le zanzare Aedes Aegypti, che trasmettono anche malattie come la dengue e la chikungunya, proliferano nelle acque stagnanti e il rischio a ciò collegato è ovviamente maggiore nelle aree degradate, come spesso sono le periferie delle grandi metropoli. E un’azione di tutela del territorio e di bonifica sarebbe la prima e più efficace risposta. Una risposta risolutiva, alla radice del problema, cui le istanze internazionali potrebbero facilmente contribuire, anche con semplici campagne di informazione. Invece di proporre rimedi discutibili, tardivi, come ha fatto ieri l’alto commissario dell’Onu per i diritti umani, Zeid Raad Zeid Al Hussein, che, in forza di un collegamento (in realtà mai del tutto provato) tra Zika e la microcefalia fetale, ha invitato i Paesi coinvolti nell’emergenza a legiferare per facilitare le pratiche anticoncezionali e abortive.

Sulla necessità di un’efficace azione di bonifica per contrastare il fenomeno delle acque stagnanti sono intervenuti i vescovi del Brasile, il Paese più colpito dal virus. «Con un grande sforzo collettivo, che coinvolga tutti i settori della società, saremo in grado di battere queste malattie che colpiscono senza distinzione tutta la popolazione brasiliana» si legge in un messaggio della Conferenza episcopale brasiliana (Cnbb), pubblicato dall’agenzia di stampa Fides. I vescovi invitano a proseguire e a intensificare la lotta contro la zanzara Aedes Aegypti. Quanto alla presunta connessione con casi di microcefalia fetale, la Cnbb ammonisce che le informazioni su questa malattia «non dovrebbero portare al panico». Inoltre i vescovi sottolineano che una situazione del genere «non giustifica il sostegno all’aborto per i casi di microcefalia, come, purtroppo, propongono alcuni gruppi che si organizzano per portare la questione alla Corte suprema federale».

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