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Risposte lente
al fenomeno migratorio

· ​Mattarella in visita a Londra sollecita l’Ue a politiche di accoglienza ·

Si susseguono gli sbarchi di migranti e profughi sulle coste italiane — sono più di settecento quelli soccorsi solo ieri in operazioni di navi italiane in Mediterraneo — mentre procede con lentezza e tra persistenti contrasti il processo di revisione delle politiche europee in materia di asilo e di immigrazione, avviato con il varo dell’agenda messa a punto dalla commissione di Bruxelles. 

La questione, compreso l’aspetto dei ritardi europei, è stata ieri al centro anche di un intervento del presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, in visita ufficiale a Londra. La questione rappresenta «un’urgenza epocale per le dimensioni del fenomeno e per la sua drammaticità, su cui l’Europa sta solo adesso iniziando a sviluppare una politica comune», ha detto Mattarella, parlando alla London School of Economics. «Il nostro grande rammarico è legato al ritardo con cui la macchina europea si è messa in moto. Troppi morti, purtroppo, sono stati necessari per risvegliare la nostra coscienza collettiva», ha ricordato il presidente italiano. Pur riconoscendo che «alcuni passi sono stati compiuti in queste ultime settimane nella giusta direzione», Mattarella ha sottolineato l’aspettativa «che queste decisioni si trasformino in normative concrete, sperabilmente incisive, che diano alle politiche europee di accoglienza la necessaria prospettiva di lungo periodo». Al fenomeno epocale della mobilità umana, come ad altri aspetti — spesso emergenziali — della convivenza internazionale sarebbe infatti puerile rispondere «con la fuga, tornando sui propri passi», mentre solo «una maggiore integrazione» può far essere i Paesi europei «all’altezza del compito».

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17 settembre 2019

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