Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​Risposte aggiornate per famiglie ferite

· ​Convegno all’Institut catholique di Parigi sull’«Amoris laetitia» ·

«Discernimento e maturazione delle coscienze»: è stato questo il tema della giornata di studi organizzata dall’Institut catholique di Parigi il 17 ottobre, a cui ha preso parte un gran numero di esperti, per approfondire le sfide proposte dall’esortazione apostolica Amoris laetitia di Papa Francesco, pubblicata lo scorso marzo dopo le due assemblee sinodali sulla famiglia. La sessione si è conclusa con l’intervento molto atteso del padre gesuita argentino Juan Carlos Scannone, da molti anni vicino a Papa Francesco, incentrato sul necessario accompagnamento del «discernimento spirituale, personale e rigoroso, così come lo propone l’esortazione Amoris laetitia», attraverso «un discernimento pastorale ed ecclesiale che lo confermi».

«A mio parere — ha riconosciuto il sacerdote sudamericano — Francesco governa la Chiesa lasciandosi guidare in gran parte dal discernimento; è così che mi sono sentito “governato” da lui quando era il mio provinciale e il mio rettore in Argentina».

Nella prima parte del suo intervento, dedicata al discernimento personale, padre Scannone si è soffermato in particolare sul capitolo 8 di Amoris laetitia, intitolato «Accompagnare, discernere e integrare la fragilità», proprio quello, ha osservato il gesuita, «che disturba molte persone e che disturba di più», perché promuove «un cammino di discernimento che nasce dalla misericordia di fronte alla fragilità umana e che continua a riconoscere, con il concilio Vaticano II, il valore obiettivo della coscienza soggettiva».

In Amoris laetitia, ha precisato padre Scannone, si tratta in primo luogo della fragilità delle «famiglie ferite», che hanno bisogno di una «risposta aggiornata» da parte della Chiesa in quanto «ospedale da campo». Inoltre, ha ricordato l’antico professore di Jorge Mario Bergoglio, il capitolo 8 riconosce, in linea con la costituzione Gaudium et spes e l’insegnamento tradizionale, «la dignità della coscienza morale come criterio ultimo di moralità de facto». E ha invitato a «saperla rispettare pastoralmente, e non pretendere di sostituirsi a essa, formandola». In effetti, ha osservato, la coscienza «anche se è soggettiva, fa parte della realtà fattuale e dell’obiettività storica». Da qui il bisogno, secondo padre Scannone, di un discernimento sia personale sia ecclesiale.

di Charles de Pechpeyrou

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

13 dicembre 2017

NOTIZIE CORRELATE