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Risposta francese

· Hollande chiede poteri speciali e una riforma della Costituzione per combattere il terrorismo ·

L’Unione europea dice sì all’unanimità al sostegno invocato da Parigi

«Saremo costretti a non rispettare gli impegni di bilancio europei. Dobbiamo dare tutti gli strumenti alla polizia, alla gendarmeria e ai servizi di informazione.

Liceali manifestano a Le Mans  in ricordo delle vittime di Parigi (Afp)

Dobbiamo assumercene la responsabilità e l’Europa deve capirlo». È un messaggio chiaro, rivolto ai vertici dell’Unione, quello lanciato oggi dal premier francese, Manuel Valls. A meno di 24 ore dal discorso con cui il presidente, François Hollande, ha dichiarato guerra al terrore jihadista, la Francia dunque prepara la sua strategia. La prossima settimana, Hollande incontrerà a Washington Barack Obama e a Mosca Vladimir Putin. E questa mattina tutti i ventotto Stati europei hanno risposto sì alla richiesta di «aiuto e assistenza» dopo gli attentati. In un’atmosfera di grande solennità, ieri, di fronte a tutti i parlamentari che hanno intonato la Marsigliese, il presidente Hollande ha parlato per circa un’ora dell’intensificazione dei raid aerei in Siria e del rafforzamento della coalizione internazionale contro lo Stato islamico (Is). Ha poi chiesto agli altri Paesi dell’Unione europea di attivare l'articolo 42 del Trattato di Lisbona, che prevede l’aiuto degli Stati membri al partner attaccato. Sul piano interno, invece, Hollande ha proposto di cambiare la Costituzione, di attivare i poteri speciali e di estendere lo stato di urgenza per tre mesi. alle richieste di Hollande questa mattina Bruxelles ha risposto positivamente. L’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comuni, Federica Mogherini, durante un colloquio con il ministro francese della Difesa, Jean-Yves Le Drian, ha annunciato «il sostegno unanime» della Commissione all’attivazione della clausola di difesa collettiva prevista dall’articolo 42 del Trattato di Lisbona.

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18 ottobre 2018

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