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Risposta al disordine internazionale

· Nel libro di Manlio Graziano ·

È possibile una via diversa per uscire dall’attuale situazione di incertezza internazionale, ma per trovarla è innanzi tutto necessario affrontare il problema partendo da una dettagliata disamina degli avvenimenti che, dal XVII secolo a oggi, hanno caratterizzato il rapporto fra politica e religioni.

Lo fa ora Manlio Graziano in Guerra santa e santa alleanza (Bologna, il Mulino, 2015, pagine 360, euro 25). Lo scrive Mario Benotti aggiungendo che il libro si articola in quattro parti: le prime tre costituiscono la premessa storica, logica e analitica dell’ultima, conclusiva, che si colloca come conseguenza geopolitica delle precedenti. Nella prima l’autore analizza il rapporto contrastato tra modernità e religione, rapporto che dalla fine della guerra dei Trent’anni, sancita nel 1648 con la pace di Vestfalia, ha portato, almeno in Europa, alla supremazia del concetto di Stato-nazione sui restanti elementi della società civile. È in questo momento storico che viene ribadito il celebre principio cuius regio eius religio, che legava al territorio l’appartenenza religiosa, e che paradossalmente segna l’inizio del declino dell’influenza della Chiesa sulla vita pubblica. Questo processo di secolarizzazione ha portato all’affermazione del principio di sovranità e di laicizzazione dello Stato.

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21 marzo 2019

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