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Rispetto e collaborazione tra cristiani e musulmani

· La visita del cardinale Tarcisio Bertone alla comunità cattolica del Kazakhstan ·

Per costruire una società giusta e solidale, che sia un bene per tutti, è necessaria una sempre più stretta collaborazione tra la Chiesa e lo Stato. Ciò vale «anche in un Paese multireligioso, multietnico e multiculturale come il Kazakhstan» nel quale, nella consapevolezza che «i fedeli cattolici sono cittadini in senso pieno di questa terra», non si manca di porre in essere ogni forma di intesa con le istituzioni civili al fine di conseguire «il bene dell'intera popolazione». È il riconoscimento manifestato personalmente dal cardinale Tarcisio Bertone alle autorità di Astana presenti alla messa celebrata venerdì 3 novembre nella cattedrale cattolica della capitale kazakha. Allo stesso modo, ha aggiunto il porporato, cristiani e musulmani devono collaborare insieme nella ricerca della volontà dell'unico Dio, che è un Dio di pace.

Concluso dunque il summit dei capi di Stato o di governo dei cinquantasei Paesi che aderiscono all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), il cardinale Tarcisio Bertone — intervenuto all'incontro in rappresentanza della Santa Sede, membro a pieno titolo dell'Organizzazione —  sta ora compiendo una visita pastorale di due giorni alla comunità cattolica del Paese ospitante. Momento centrale è stata proprio la celebrazione nella cattedrale di Astana. Il segretario di Stato è accompagnato dal segretario per i Rapporti con gli Stati, arcivescovo  Dominique Mamberti, e dal nunzio apostolico in Kazakhstan, arcivescovo Miguel Maury Buendía. Con sé  ha portato due doni per questa piccola ma fervorosa comunità: l'«affettuosa benedizione del Santo Padre» e le reliquie dell'apostolo sant'Andrea. Un gesto analogo lo aveva compiuto martedì 30 novembre, poco dopo il suo arrivo nel Paese. Aveva consegnato altre reliquie dell'apostolo alla comunità ortodossa, i cui rappresentanti lo hanno accolto nella cattedrale  dedicata all'Assunzione.  «D'ora in poi — ha detto consegnando oggi, venerdì 3,  le reliquie nelle mani dell'arcivescovo metropolita di Maria Santissima in Astana, monsignor Tomash Peta — le due Chiese sorelle di Astana saranno accomunate anche dalla venerazione di queste reliquie». Affidate alle due comunità per volontà di Benedetto XVI, esse provengono da un unico nucleo conservato ad Amalfi. Si tratta, ha spiegato il cardinale Bertone, di un gesto significativo per ribadire «il fervido impegno che deve caratterizzare i cristiani nel progredire nel cammino verso l'unità voluta dal Signore».

Durante l'omelia della messa, alla quale hanno assistito numerose autorità civili, il segretario di Stato  ha voluto innanzitutto ringraziare il Presidente della Repubblica Nursultan A. Nazarbayev per la cordiale accoglienza. Cordialità mostrata anche dal presidente del Senato Kassim-Jomart Tokajev e dal primo ministro Karim K. Massimov incontrati dal porporato venerdì mattina. Dopo aver ricordato la partecipazione alla riunione dell'Osce, il segretario di Stato si è poi soffermato sugli incontri dei giorni scorsi con i responsabili delle principali comunità religiose del Paese e ha ribadito proprio la necessità di una maggiore collaborazione tra cristiani e musulmani, perché, nel rispetto reciproco, ci si impegni ogni giorno, fianco a fianco nella ricerca di un comune cammino di pace.

Rivolgendosi poi ai fedeli cattolici il porporato ha posto l'accento sull'importanza di poter celebrare insieme l'eucaristia —  senza la quale «la mia visita nel vostro Paese, ha detto, sarebbe stata incompleta» — e di esprimere così l'unità e la comunione «della Chiesa del Kazakhstan con il successore dell'apostolo Pietro, che presiede alla carità» nel testimoniare quella fede il cui fondamento è radicato nella fede stessa di Gesù. Una fede, ha aggiunto «testimoniata nei secoli, in questa terra asiatica, da numerosi cristiani, anche attraverso dure persecuzioni; alcuni di essi, fedeli servitori di questa Chiesa, che avevano manifestato la loro fede nel Signore Risorto, sono stati chiamati infatti alla testimonianza suprema attraverso il sacrificio della propria vita». L'augurio conclusivo è stato che «questa terra che, attraverso i suoi martiri, nei secoli ha dato una così significativa testimonianza di fedeltà al Vangelo» possa «continuare a testimoniare efficacemente la fede anche nel mondo secolarizzato di oggi». Il cardinale ha concelebrato con numerosi arcivescovi e vescovi giunti anche da Paesi confinanti, e con numerosi sacerdoti kazakhi. Alla messa hanno partecipato oltre a diversi religiosi e religiose,  anche numerosi fedeli in rappresentanza dell'intera comunità cattolica.

Venerdì sera  l'incontro del cardinale Tarcisio Bertone con i vescovi cattolici dell'Asia centrale. Sabat0 4, visita al cantiere della nuova cattedrale in costruzione a Karaganda, prima di incontrare le suore carmelitane nel loro monastero. In serata la messa nell'antica cattedrale dedicata a san Giuseppe.

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