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Rispetto della vita e della libertà religiosa

· Nell’udienza al corpo diplomatico il Papa denuncia la tragedia dei cristiani uccisi e privati dei diritti fondamentali in molti Paesi ·

La crisi impone di riflettere sulla dimensione etica dell’esistenza ancora prima che sui meccanismi economici

Di fronte al «profondo malessere» generato dalle crisi economiche, politiche e sociali che investono il mondo, occorre «riprogettare risolutamente il nostro cammino» attraverso «nuove forme di impegno» e «nuove regole». Parte da questo richiamo il discorso del Papa al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede durante la tradizionale udienza di inizio anno, svoltasi questa mattina, lunedì 9 gennaio, nella Sala Regia. Benedetto XVI fa appello alla comunità internazionale e ai responsabili delle nazioni, invocando dialogo e riforme che «assicurino a tutti la possibilità di vivere dignitosamente» e riconoscano ovunque la «dignità inalienabile della persona umana e dei suoi diritti fondamentali». A preoccupare il Pontefice sono le conseguenze della recessione mondiale, che non colpisce solo famiglie e imprese ma mette in ginocchio le economie dei Paesi più poveri e minaccia il futuro dei giovani. Proprio a questi ultimi Benedetto XVI dedica la parte centrale del suo discorso, mettendo in rilievo la centralità della questione educativa e chiedendo la realizzazione di politiche che tutelino la famiglia e sostengano le istituzioni scolastiche e formative. Un capitolo cruciale della riflessione papale è incentrato sul tema della libertà religiosa. Che va considerata «il primo dei diritti umani», perché — spiega — riconosce «la realtà più fondamentale della persona». Il Pontefice denuncia in particolare le violenze e le prevaricazioni ai danni dei cristiani in diversi Paesi. E condanna il terrorismo che usa la religione come «pretesto per accantonare le regole della giustizia e del diritto». Da Benedetto XVI anche un richiamo all’esigenza di coniugare rispetto del creato e lotta contro la povertà.

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23 ottobre 2019

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