Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Rispetto degli impegni
per la pace in Ucraina

· All’Angelus l’appello di Papa Francesco dopo l’inasprimento del conflitto nell’est del Paese ·

Preoccupato per l’inasprirsi del conflitto nell’Ucraina orientale, Papa Francesco ha rivolto alle parti un nuovo appello di pace, invocando il rispetto degli impegni presi e chiedendo «l’aiuto delle organizzazioni e delle persone di buona volontà» per rispondere «all’emergenza umanitaria». All’Angelus di domenica 23 agosto, vigilia della festa nazionale ucraina — che ricorre ogni anno nel giorno della proclamazione dell’indipendenza avvenuta nel 1991 — il Pontefice è tornato a parlare della difficile situazione del Paese, dove nelle ultime settimane si è registrata un’escalation dei combattimenti. «Il Signore conceda la pace in Ucraina» ha auspicato al termine della preghiera, aggiungendo: «Interceda per noi la Vergine Maria!».

Sadao Watanabe«Andrea e Simone seguono Gesù»

In precedenza Francesco, nel proseguire le riflessioni sul sesto capitolo del Vangelo di Giovanni al centro della liturgia domenicale, aveva ricordato l’atteggiamento dei discepoli messi in crisi dal messaggio esigente di Gesù. «Sempre — aveva osservato — le parole di Gesù ci mettono in crisi, per esempio davanti allo spirito del mondo, alla mondanità». Ma è Cristo stesso a offrire la chiave «per superare le difficoltà», richiamando la sua origine divina, indicando l’azione dello Spirito Santo e invitando a confrontarsi con la propria scelta di fede.

«Gesù non fa sconti» ha ribadito il Papa, che ha ripetuto la domanda posta dal Signore ai discepoli — «Volete andarvene anche voi?» — e ha approfondito il senso della risposta di Pietro: «Signore da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna». In realtà, ha spiegato, dall’interrogativo dell’apostolo «comprendiamo che la fedeltà a Dio è questione di fedeltà a una persona, con la quale ci si lega per camminare insieme sulla stessa strada. E questa persona è Gesù».

«Tutto quello che abbiamo nel mondo — ha ribadito il Pontefice — non sazia la nostra fame d’infinito. Abbiamo bisogno di Gesù, di stare con lui, di nutrirci alla sua mensa, alle sue parole di vita eterna! Credere in Gesù significa fare di lui il centro, il senso della nostra vita». Cristo, infatti, «non è un elemento accessorio» ma «il nutrimento indispensabile» per l’uomo. Da qui la richiesta rivolta ai numerosi fedeli presenti in piazza San Pietro: «Facciamo un attimo di silenzio e ognuno di noi in silenzio, nel suo cuore, si faccia la domanda: “Chi è Gesù per me?”. In silenzio, ognuno risponda nel suo cuore». Quindi l’augurio finale: «La Vergine Maria ci aiuti ad “andare” sempre a Gesù per sperimentare la libertà che egli ci offre, e che ci consente di ripulire le nostre scelte dalle incrostazioni mondane e dalle paure».

L'Angelus del Papa 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE