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Risparmia anche la Nato

· Revisione dei bilanci ·

La crisi economica colpisce anche la Nato che sarà costretta a ridimensionare il proprio bilancio in ragione delle accresciute difficoltà per le spese di difesa degli Stati membri e per ripianare il deficit registrato dal funzionamento dell’apparato militare dell’Alleanza atlantica. Il segretario generale Anders Fogh Rasmussen sta lavorando da mesi «ad azioni concrete» di risparmio delle spese e giovedì e venerdì prossimi le illustrerà ai ministri della Difesa dei 28 Paesi membri, che si riuniranno a Bruxelles.

Tra le misure annunciate ieri, in un incontro stampa, una revisione dei bilanci militari degli alleati che porterà a risparmi e a rinVII di pagamenti per 1,5 miliardi di euro l’anno. Il piano di risparmi deciso dalla Nato prevede anche una forte riduzione del numero di comitati stabiliti al quartiere generale di Bruxelles, che sarà portato — ha detto Rasmussen — «a meno di cento». Una riflessione è stata poi annunciata sulla struttura del comando militare, che conta circa 12.500 persone. Diversi Paesi ritengono che la Nato abbia un quartier generale sovradimensionato. La Francia in particolare propone di ridurne gli effettivi di un terzo e di rivedere le molte agenzie della Nato che impiegano almeno 7.000 persone, oltre che di correggere il funzionamento del segretariato internazionale dell’Alleanza atlantica a Bruxelles, considerato non ottimale. Rasmussen ha precisato che la discussione di giovedì e venerdì non darà luogo a decisioni, ma il segretario generale dell’Alleanza atlantica auspica che saranno prese al prossimo vertice della Nato, il 19 e il 20 novembre prossimi a Lisbona. Prima di allora, gli alleati avranno altri momenti di confronto.

E mentre l'Europa disarma in altri Paesi del mondo, nonostante la crisi finanziaria, le spese per gli armamenti e le missioni sono cresciute. Secondo le stime dell'Istituto internazionale di Stoccolma per la ricerca sulla pace (Sipri) nel 2009 le spese militari hanno registrato un aumento del 6 per cento rispetto al 2008 attestandosi su complessivi 1.531 miliardi di dollari, con una crescita del 49 per cento rispetto all'anno 2000. Negli Stati Uniti la spesa militare è considerata un volano per il rilancio dell'economia e il Congresso ha approvato per il 2011 un bilancio di 726 miliardi di dollari che, anche togliendo i 159 miliardi di dollari che finanzieranno gli interventi in Iraq e in Afghanistan, lascia al Pentagono 23 miliardi in più rispetto al 2010. Anche Cina (aumento del 7,5 per cento, un budget che ammonta a 78 miliardi di dollari, ma Washington stima che sia almeno il doppio) e India (36,3 miliardi di dollari) continuano a registrare incrementi di spesa.

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19 novembre 2019

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