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Risorse private contro la fame

· Appello del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo ·

Trovare il modo di attrarre le risorse del settore privato per ridurre la fame e la povertà nel mondo, secondo gli obiettivi stabiliti dall’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile a livello globale sottoscritto dai governi dei 193 paesi dell’Onu. 

È la sfida lanciata nella seconda giornata dei lavori della conferenza internazionale organizzata a Roma dal Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad, agenzia specializzata delle Nazioni Unite per l’incremento delle attività agricole dei paesi membri) dal titolo “Investire in una trasformazione rurale inclusiva”. «Le risorse pubbliche non sono sufficienti a centrare questo obiettivo che ha un costo estremamente elevato», ha detto all’agenzia Ansa il direttore della divisione delle politiche e consulenza tecnica dell’Ifad, secondo il quale «occorre trovare il modo di invogliare il settore privato a investire nel mondo della piccola agricoltura familiare, avendo capito che può essere potenzialmente un buon business, ma anche mitigare i rischi che questa operazione può comportare». L’Ifad si pone come broker nel partenariato pubblico-privato, cercando di “compattare” la piccola agricoltura. «Il privato per potere investire in questo settore cerca un aiuto, perché non può trattare con il piccolo produttore di montagna», hanno concluso gli esperti del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo; da qui l’importanza di mettere in rete cooperative e associazioni dei piccoli produttori, in modo da porli in contatto con il sistema bancario e con il mercato.

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22 agosto 2019

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