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Risorse per pochi
briciole per troppi

· Nella Giornata mondiale dell’alimentazione il Papa ricorda i settant’anni della Fao e ribadisce i diritti degli affamati ·

Davanti alla «condizione delle persone affamate» non è possibile accontentarsi «di un generico appello alla cooperazione». Piuttosto occorre domandarsi se «è ancora possibile concepire una società in cui le risorse sono nelle mani di pochi e i meno privilegiati sono costretti a raccogliere solo le briciole». Un interrogativo, questo, che il Papa ha sollevato in un messaggio al direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, in occasione della Giornata dell’alimentazione, la quale coincide con il settantesimo anniversario dell’organismo delle Nazioni Unite. Elogiandone gli sforzi compiuti nei confronti di quanti soffrono la fame e la malnutrizione, il Pontefice fa notare che quello della sicurezza alimentare rimane un «obiettivo lontano» soprattutto «per l’iniqua distribuzione dei frutti della terra, ma anche a causa di un mancato sviluppo agricolo». Ecco allora che «liberare l’umanità dalla fame» diventa un’esigenza “improrogabile”, da perseguire «con rinnovata volontà in un mondo dove cresce il divario nei livelli di benessere, nei redditi, nei consumi, nell’accesso all’assistenza sanitaria, nell’istruzione e per quanto concerne una maggiore speranza di vita». Il suo è dunque un invito a non rimanere «testimoni muti e paralizzati» di tutte quelle situazioni di disuguaglianza che provocano fame o malnutrizione. E tra le principali vittime ci sono quelle persone la cui «unica fonte di sopravvivenza è legata a una scarsa produzione agricola, alla pesca artigianale o all’allevamento su piccola scala». Ed è proprio a loro che quest’anno è dedicata la Giornata mondiale dell’alimentazione, il cui tema — «Protezione sociale e agricoltura per spezzare il ciclo della povertà rurale» — chiama alla «responsabilità verso i due terzi della popolazione mondiale a cui manca una protezione sociale anche minima». Donne e uomini il cui lavoro, avverte Francesco, «è subordinato a condizioni ambientali che spesso sfuggono al loro controllo, e alla mancanza di mezzi per fronteggiare cattivi raccolti o per procurarsi gli strumenti tecnici necessari». In proposito il Papa spiega che nel corso dei suoi viaggi ha ascoltato «queste persone esprimere le loro difficoltà» e che per questo intende farsi «portavoce delle gravi preoccupazioni» confidategli. «La loro vulnerabilità, infatti, ha ripercussioni pesanti sulla vita personale e familiare, già gravata da tante contrarietà o da giornate estenuanti». E poiché si tratta di «persone, non numeri» che «chiedono il nostro sostegno, per p0ter guardare al futuro con un minimo di speranza», il Papa auspica che l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, approvata di recente dalle Nazioni Unite «non resti solo un insieme di regole e di possibili accordi. Si eviterà così — conclude — di utilizzarla a vantaggio di interessi contrari alla dignità umana, o che non rispettano pienamente la vita, o per giustificare atteggiamenti omissivi che lasciano i problemi irrisolti, aggravando le situazioni di disuguaglianza».

Il messaggio del Papa 

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20 settembre 2019

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