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Risoluzione russa sulla Siria

· Al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ·

Mosca ha presentato al Consiglio di sicurezza Onu una risoluzione sulla crisi siriana per condannare le violenze «da tutte le parti e anche l’uso sproporzionato della forza da parte delle autorità siriane». L’ambasciatore francese all’Onu, Gerard Araud, ha immediatamente salutato la decisione definendola «un evento straordinario, poiché la Russia ha alla fine deciso di uscire dalla sua inazione e di presentarci una risoluzione».

In base a fonti diplomatiche citate dalle agenzie di stampa, il testo della risoluzione sarebbe ancora negoziabile. «Il documento che ci è stato presentato — ha aggiunto Araud — è un testo che merita evidentemente molti emendamenti perché è squilibrato; ma è un testo sulla base del quale potremo negoziare». Stessa disponibilità a trattare è stata espressa dagli Stati Uniti. il segretario di Stato, Hillary Clinton, ha detto che Washington spera di poter lavorare insieme a Mosca per uscire dalla crisi. «Studieremo il testo attentamente sperando di poter lavorare con i russi» ha detto Clinton.

Finora il Consiglio di sicurezza non è riuscito a mettersi d’accordo sul testo di una risoluzione contro le violenze nel Paese arabo. La Russia, che occupa questo mese la presidenza di turno del Consiglio, lo scorso 4 ottobre aveva usato il veto per bloccare un progetto di risoluzione. Anche la Cina aveva posto il veto.

Intanto, sul terreno la situazione si fa sempre più difficile. Il ministro degli Esteri francese, Alain Juppé, ha denunciato, da Tripoli, i «crimini contro l’umanità» perpetrati in Siria. Ci sarebbero — secondo Juppé — «quasi cinquemila morti, tre milioni di siriani colpiti dalla repressione, innumerevoli abusi perpetrati quotidianamente».

Secondo un rapporto dell’organizzazione Human Rights Watch, una quarantina di siriani sarebbero stati uccisi ieri in uno scontro nel sud del Paese. I media ufficiali riferiscono dell’uccisione di un terrorista e del ferimento di altri tre in un sobborgo di Damasco, e denunciano il ritrovamento di un deposito di armi all’interno di un’abitazione privata a Hama, nel quartiere Hamidiye. Il Canada ha invitato ufficialmente i suoi connazionali a lasciare il Paese.

Nel frattempo, i sindacati giordani hanno organizzato una colonna di aiuti per le migliaia di profughi siriani che si trovano nel nord della Giordania dopo avere abbandonato il loro Paese. Diversi camion carichi di cibo, medicinali, coperte e altri generi di prima necessità sono partiti stamane da Amman diretti alle città di Ramtha e Mafraq.

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