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Risoluzione dell’Osa contro Caracas

· Primo passo verso l’espulsione del Venezuela dall’organismo ·

L’Organizzazione degli stati americani (Osa) ha approvato una risoluzione che definisce «illegittime» le elezioni presidenziali dello scorso 20 maggio in Venezuela, nelle quali Nicolás Maduro è stato rieletto capo di stato. Si tratta, secondo molti osservatori, del primo passo verso la sospensione del paese dall’organismo regionale.

La riunione degli ambasciatori dell’Osa a Washington (Afp)

La risoluzione è stata votata da diciannove paesi (Stati Uniti, Argentina, Bahamas, Barbados, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Giamaica, Guyana, Guatemala, Honduras, Messico, Panamá, Paraguay, Perú, Repubblica Dominicana e Santa Lucia), uno di più della maggioranza necessaria in una riunione dei capi della diplomazia dell’Osa a Washington. Solo Bolivia, Saint Vincent e Grenadine e Dominica hanno votato contro oltre allo stesso Venezuela. Altri undici paesi si sono astenuti. Si tratta di Antigua e Barbuda, Belize, Ecuador, El Salvador, Granada, Haiti, Nicaragua, Suriname, Saint Kitts e Nevis, Trinidad e Tobago e Uruguay. Al momento la risoluzione ha un carattere prevalentemente simbolico e politico, in quanto non è ancora certo che i paesi che l’hanno promossa dispongano della maggioranza necessaria perché venga approvata dall’Assemblea generale dell’Organizzazione degli stati americani. Inoltre le autorità di Caracas hanno già dato inizio alle procedure di uscita dall’organismo nell’aprile dell’anno scorso. L’ultima sospensione attraverso questo meccanismo risale al 2009 quando l’Honduras fu oggetto di un procedimento simile dopo il colpo di stato che pose fine alla presidenza di Manuel Zelaya.

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15 settembre 2019

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