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Risoluzione dell’Onu contro l’Is

· Per bloccare le fonti di finanziamento del gruppo jihadista ·

Un combattente curdo tra le macerie di Kobane (Ap)

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che punta a bloccare le principali fonti di finanziamento del cosiddetto Stato islamico (Is), cioè le vendite clandestine di petrolio, il contrabbando di reperti archeologici e i sequestri di persona a scopo di estorsione. Il provvedimento, che prevede sanzioni a chi non vi si attenga, è stato elaborato dalla Russia.

S’intensificano, intanto, i raid aerei della coalizione guidata dagli Stati Uniti e, in particolare, quelli dell’aviazione della Giordania, determinata a vendicare l’uccisione del suo pilota Muad Kassasbe, arso vivo dall’Is in una gabbia di ferro. La notizia di un nuovo massacro di prigionieri è stata diffusa ieri da una formazione jihadista egiziana che all’Is dichiara contiguità e che ha rivendicato l’uccisione di ventuno cristiani copti rapiti a Capodanno in Libia. Il Governo del Cairo non ha confermato la notizia.

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21 luglio 2019

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