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A rischio negli Stati Uniti
il sistema di asilo

· La preoccupazione dei vescovi per le nuove disposizioni ·

I vescovi statunitensi esprimono «serie preoccupazioni» per la recente nuova disposizione dell’amministrazione di Donald Trump in materia di diritto di asilo che giudicano «una norma illegale, ingiusta e poco saggia». Si tratta di un provvedimento preso il 16 luglio per il quale però sono stati concessi 30 giorni di “riflessione” durante i quali si possono inviare all’amministrazione commenti sulla disposizione. Ieri la Commissione per le migrazioni guidata dal vescovo di Austin, Joe Steve Vásquez, ha reso pubblica la propria nota che sottolinea che «si riducono fortemente i criteri per il riconoscimento di asilo al confine meridionale degli Stati Uniti».

Monsignor Vásquez ha spiegato che le nuove disposizioni di fatto possono snaturare il sistema di asilo degli Stati Uniti. «La norma — si legge nella dichiarazione — volterebbe le spalle alla stragrande maggioranza dei richiedenti asilo, imponendo loro di chiedere protezione in quasi tutti gli altri paesi in cui transitano, lasciando l’accesso all’asilo statunitense eccezionalmente raro».

I rischi sono chiari: «Non solo crediamo che questa regola sia illegale, ma compromette anche la sicurezza degli individui e delle famiglie vulnerabili che fuggono dalla persecuzione e minaccia l’unità della famiglia».

Intanto, arriva un giro di vite anche per i migranti regolari. Ieri nel Registro federale è stata pubblicata un’altra norma che inasprisce i requisiti per gli immigrati legali che chiedono la residenza o la carta verde, che consente a uno straniero di vivere e lavorare negli Stati Uniti e di beneficiare di benefici come il programma sanitario gratuito Medicaid o di buoni pasto. L’obiettivo dichiarato è «assicurarsi che non dipendano da risorse pubbliche». «Vogliamo che le persone diventino autosufficienti», ha spiegato ieri Ken Cuccinelli, direttore dell’Ufficio per la cittadinanza e i servizi di immigrazione degli Stati Uniti (Uscis). I nuovi standard del Dipartimento di sicurezza nazionale, che entreranno in vigore a metà ottobre, estendono il concetto di autosufficienza ed escludono anche «le persone che ricevono uno o più benefici pubblici per più di 12 mesi in un periodo di 36».

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15 novembre 2019

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