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A rischio
il sistema dei ricollocamenti

· I profughi nei Paesi dell’Ue ·

Il sistema dei ricollocamenti Ue rischia di entrare in stallo. Con l’aereo che parte dall’Italia questa settimana con un centinaio di profughi a bordo si esauriscono i posti messi a disposizione, fino a oggi, dagli Stati membri. Sono solo sei i Paesi che hanno dato disponibilità ad accogliere, e solo per piccoli numeri.

Migranti scortati dalla polizia slovena (Reuters)

Lo hanno annunciato questa mattina fonti di Bruxelles citate dalle maggiori agenzie internazionali. Dopo l’apertura della Turchia a una possibile collaborazione con Bruxelles — espressa dal presidente Recep Tayyip Erdoğan nel recente incontro con il cancelliere tedesco Merkel a Istanbul — i Paesi europei si trovano di fronte alla necessità di tornare al tavolo delle trattative per cercare di far ripartire la macchina dei ricollocamenti. Tuttavia, dicono gli analisti, si tratta di una sfida molto difficile: il flusso di migranti non si ferma. E ieri sulla questione è tornato anche il premier turco, Ahmet Davutoğlu, precisando che «l’immigrazione illegale deve essere tenuta adeguatamente sotto controllo, quindi creeremo dei meccanismi condivisi con l’Ue» anche se «non possiamo accettare un accordo del tipo “noi vi diamo i soldi e loro restano in Turchia». La situazione, intanto, si fa sempre più tesa. Dopo averla chiusa per qualche ora, le autorità croate hanno deciso di riaprire la frontiera con la Serbia. Secondo la Bbc, si sarebbe sbloccato uno dei “colli di bottiglia” che ostacolano la marcia di migliaia di profughi verso la Germania e il nord Europa.

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