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A rischio il processo di pace in Colombia

· ​Dopo l’arresto di un leader delle Farc ·

La conferenza stampa delle Farc a Bogotá (Afp)

Gli ex guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), che ora si sono trasformate nel partito politico Forza alternativa rivoluzionaria in comune (mantenendo la sigla Farc), hanno annunciato ieri che l’arresto di uno dei loro leader mette a rischio l’accordo di pace firmato nel 2016. Al centro dello scontro vi è Jesús Santrich, fermato in esecuzione di un mandato internazionale emesso dagli Stati Uniti con l’accusa di narcotraffico. «Con la cattura di Santrich, il processo di pace raggiunge il suo punto più critico e minaccia di essere un vero fallimento», si legge in un comunicato.

Gli Stati Uniti accusano Santrich di aver cercato di contrabbandare dieci tonnellate di cocaina nel paese per un valore di 15 milioni di dollari. L’accordo di pace specifica che nessun membro delle Farc può essere estradato per reati compiuti prima della firma del documento, siglato il 16 novembre 2016. Ma la giustizia statunitense sostiene che i fatti contestati sono accaduti alla metà dell’anno scorso. Santrich è stato arrestato lunedì pomeriggio nella sua casa di Bogotá dove risiede da quando è membro della Camera dei rappresentanti del Congresso, scranno che gli spetta per effetto degli accordi di pace che prevedono che agli ex membri delle Farc spettino dieci seggi fino al 2026 indipendentemente dal numero di voti raccolti.

Le Farc hanno chiesto un incontro urgente con il presidente colombiano Juan Manuel Santos, che ha voluto l’accordo di pace. 

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