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A rischio i negoziati
di Ginevra

· Per le violazioni della tregua in Siria ·

Nuovi raid aerei delle forze di Damasco nella provincia di Idlib, nel nord-ovest della Siria, mettono sempre più a rischio la prosecuzione dei negoziati di pace indiretti a Ginevra. Riad Hijab, l’ex primo ministro siriano ora coordinatore della delegazione delle opposizioni, l’Alto comitato negoziale (Hnc), ha confermato ieri che questa coalizione non parteciperà più agli incontri “formali”, lasciando nella città svizzera solo una delegazione “tecnica”.

Intanto, l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) ha detto che sono almeno 44 i civili, tra cui tre bambini, uccisi ieri nei due raid aerei governativi nella provincia di Idlib. Uno a Maarrat Numaan, che ha provocato 37 morti, e uno nella località di Kafar Nubol, con sette vittime. In precedenza altri attivisti sul terreno avevano detto che a Maarrat Numaan il raid aveva colpito un mercato ortofrutticolo affollato di persone. Nuovi colpi di mortaio sparati da zone del nord della Siria controllate dal cosiddetto Stato islamico (Is) hanno raggiunto la provincia sudorientale turca di confine di Kilis, colpendo un edificio, che è andato a fuoco, e provocando feriti. Lunedì scorso altre cinque persone erano morte in un attacco analogo sulla stessa zona. I membri di rango più elevato dell’Alto comitato negoziale, che rappresenta la maggior parte delle forze di opposizione, hanno cominciato a lasciare Ginevra ventiquattro ore dopo aver deciso di sospendere la partecipazione formale ai colloqui, in segno di protesta contro le crescenti violazioni del cessate il fuoco e le restrizioni ai soccorsi di emergenza. Alcuni delegati rimarranno per garantire comunque una presenza alle riunioni di lavoro dedicate alle questioni umanitarie e alla sorte dei prigionieri, oltre che per mantenere i contatti con l’inviato speciale delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura, e con il suo staff: non nella sede ufficiale delle trattative, ma soltanto nell’hotel presso il quale alloggiano. Ma l’inviato speciale dell’Onu ha tenuto a precisare che i negoziati sarebbero continuati e che solo venerdì si sarebbe «fatto il punto».

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20 settembre 2019

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