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A rischio i cedri del Libano

Ciò che non è riuscito alle guerre, sta riuscendo al cambiamento climatico: uccidere i cedri del Libano. L’allarme è stato lanciato in questi giorni dal «New York Times» che ha pubblicato un articolo di Anne Barnard recatasi nel paese per constatare di persona il triste declino di questo albero, vero e proprio orgoglio di una nazione, tanto da essere raffigurato nella bandiera. Simbolo di resistenza nel Libano segnato dai conflitti e delle conifere per come sa crescere in zone impervie, il Cedrus Libani — sottolinea Nizar Hani, direttore della Shouf Biosphere Reserve, citato dal giornale newyorkese — rischia di scomparire: attualmente è ristretto in una superficie di diciassette chilometri quadrati. I cedri, spesso citati nella Bibbia, germinano con le gelate, preferibilmente sotto la neve. Ma entro il 2100, se non si registrerà un’inversione di tendenza rispetto all’attuale trend dettato dai cambiamenti del riscaldamento globale, queste piante primordiali sopravviveranno in Libano solo sulla punta settentrionale del paese, dove le montagne sono più alte. Nella foresta di Barouk, fino a cinquant’anni fa, si registravano di media 105 giorni di pioggia e tre mesi di innevamento: attualmente, a causa del riscaldamento globale, scarseggiano nel paese sia le piogge che la neve. E ciò, sottolinea «The New York Times» — che nel sito mostra foto di quando gli alberi erano floridi e in ottima salute — compromette gravemente il ciclo vitale dei cedri.

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20 marzo 2019

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