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Rischio di nuovi
attacchi chimici in Siria

· Washington denuncia preparativi sospetti delle forze di Assad ·

Un bambino tra le macerie  della sua casa a Nashabiyah (Epa)

«Gli Stati Uniti hanno identificato potenziali preparativi per un nuovo attacco con armi chimiche» da parte delle forze leali al presidente siriano Bashar Al Assad, che «comporterebbe una strage di civili, compresi innocenti bambini, come è avvenuto lo scorso 4 aprile». A renderlo noto è la Casa Bianca, che ieri ha lanciato anche un avvertimento al presidente Assad: se condurrà un altro attacco con armi chimiche «pagherà un caro prezzo». Le attività «sono simili ai preparativi del regime prima dell’attacco» dello scorso aprile, sottolinea la Casa Bianca in un comunicato. «Come abbiamo dichiarato in precedenza — prosegue la nota — gli Stati Uniti sono in Siria per eliminare il cosiddetto stato islamico». Dopo la strage di civili siriani dello scorso aprile, il presidente statunitense Donald Trump ordinò un raid missilistico contro la base da dove sarebbero partiti gli aerei con le bombe chimiche. «Se vi saranno altri attacchi contro il popolo siriano sarà accusato Assad, ma anche la Russia e l’Iran che lo sostengono nell’uccidere la propria gente» ha dichiarato l’ambasciatrice statunitense all’Onu, Nikki Haley, dopo il comunicato diffuso dalla Casa Bianca. L’attacco di aprile «ha stroncato le vite di uomini, donne e bambini indifesi», disse allora Trump. «Per tanti si è trattato di una morte lenta e brutale. Sono stati crudelmente assassinati anche bellissimi neonati». Damasco ha sempre respinto le accuse di responsabilità nell’attacco chimico sostenendo che i suoi caccia stavano conducendo un’operazione contro i jihadisti e che colpirono un deposito di armi appartenente all’Is. In quel deposito si trovavano le sostanze chimiche che avrebbero causato il massacro dei civili.

Intanto, sul piano diplomatico, Stati Uniti e Russia stanno cercando di rafforzare la cooperazione per implementare la tregua sul campo. 

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