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​Rischio di epidemie a Palu

· Papa Francesco invia aiuti alla popolazione indonesiana stremata dal sisma e dal maremoto ·

Una moschea gravemente danneggiata  dal maremoto a Palu (Afp)

Mentre l’agenzia per i disastri in Indonesia ha aggiornato a 1424 le vittime del terremoto e dello tsunami di venerdì scorso, aumenta il rischio di epidemie. L’allarme riguarda le migliaia di famiglie costrette a vivere in rifugi di fortuna o centri di sgombero sovraffollati, con l’acqua potabile che scarseggia e in condizioni igieniche sempre più precarie. A Palu — la città portuale sull’isola indonesiana di Sulawesi più colpita dal violento sisma di magnitudo 7.5 sulla scala Richter e dal devastante maremoto — ci sono macerie, fango e immondizia ovunque, ed è difficile per chi ha perso la casa mantenere gli standard igienici minimi, senza tenere conto della difficoltà di accedere al cibo e all’acqua pulita per i bambini. Il timore principale è che si possa diffondere una vasta epidemia di colera. Prosegue la corsa contro il tempo per trovare altri sopravvissuti. Le autorità hanno fissato a venerdì il termine per le ricerche: dopo quella data le possibilità di trovare persone vive sotto le macerie è considerata vicina allo zero. Intanto, secondo quanto si legge in un comunicato stampa, Papa Francesco, tramite il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, ha inviato, in questa prima fase di emergenza, un contributo di 100.000 dollari per il soccorso alle popolazioni. Tale somma — si legge ancora nel comunicato del Dicastero — vuol essere un’immediata espressione del sentimento di spirituale vicinanza e paterno incoraggiamento da parte del Santo Padre nei confronti delle persone e dei territori colpiti e verrà ripartita, in collaborazione con la nunziatura apostolica, tra le zone maggiormente toccate dalla catastrofe. Il comunicato ricorda che Papa Francesco, nel corso dell’Angelus di domenica scorsa, 30 settembre, aveva pregato per le persone colpite, «per i defunti, purtroppo numerosi, per i feriti e per quanti hanno perso la casa e il lavoro.

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