Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Rischio di conflitto

· Trump apre all’opzione militare con la Corea del Nord ed elogia la Cina per la sua mediazione ·

Con la Corea del Nord c’è il rischio «di conflitto molto serio». Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un’intervista alla Reuters, spiegando che preferirebbe risolvere la questione del programma nucleare e missilistico di Pyongyang attraverso la diplomazia, anche se — ha precisato — «è molto difficile». Trump ha poi elogiato i tentativi di mediazione da parte del presidente cinese, Xi Jinping. «Ci prova davvero — ha detto — non vuole vedere caos e morte. È una brava persona, l’ho conosciuto bene (durante il vertice bilaterale dello scorso 15 aprile in Florida) e so che vorrebbe fare qualcosa, ma è possibile che non possa». La preoccupante escalation della tensione nella penisola coreana è stata anche al centro delle discussioni, ieri a Mosca, tra il presidente russo, Vladimir Putin, e il primo ministro giapponese, Shinzo Abe.

In una conferenza stampa congiunta al Cremlino, i due leader hanno auspicato la ripresa del dialogo a sei (tra Stati Uniti, Russia, Giappone, Cina, Corea del Nord e Corea del Sud), I negoziati, che mirano a trovare una soluzione pacifica di fronte alle preoccupazioni di sicurezza sul programma nucleare della Corea del Nord, hanno avuto inizio nel 2003, ma sono in stallo dal 2008. Da Pyongyang, però, non arrivano segnali di cedimento. «Finché gli Stati Uniti continueranno gli ostili atti di aggressione — ha dichiarato ai microfoni della Cnn un funzionario del regime comunista di Kim Jong-un — non fermeremo mai i test missilistici e nucleari». Il funzionario non ha anticipato la data dell’atteso sesto test nucleare, ma ha sottolineato che sulla decisione non peseranno eventi esterni. Ancora più chiaro il messaggio di un portavoce del ministero degli esteri, riportato dai media cinesi, che ha condannato l’amministrazione di Washington per la possibilità di nuove sanzioni nei confronti della Corea del Nord, riferendosi ancora alla possibilità di una «guerra totale» con gli Stati Uniti, minaccia già perpetrata in occasione della parata militare del 15 aprile scorso a Pyongyang.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

23 maggio 2018

NOTIZIE CORRELATE