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Nell’est ucraino si rischia il disastro

· Denunciata dall’Onu la drammatica condizione dei civili ·

Mentre l’Onu sta cercando in tutti i modi di aumentare gli aiuti umanitari nell’est dell’Ucraina, una nuova escalation del conflitto potrebbe rivelarsi catastrofica per oltre cinque milioni di civili.

Non usa mezzi termini l’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani, Zeid Raad Al Hussein, nel denunciare la gravità della situazione nelle devastate zone dell’Ucraina orientale, dove almeno 224 civili sono morti nelle ultime tre settimane a causa dei combattimenti tra esercito di Kiev e separatisti filo-russi. «Fermate di trasporti pubblici, mercati, scuole e asili, ospedali e aree residenziali si sono trasformati in campi di battaglia nelle regioni di Donetsk e Lugansk, il che viola il diritto umanitario internazionale», ha avvertito Al Hussein, aggiornando il pesantissimo bilancio di quasi dieci mesi di conflitto: oltre 5.350 morti. Riguardo agli aiuti, il coordinatore delle operazioni umanitarie delle Nazioni Unite Valerie Amos, ha indicato tre delle cinque aree nell’est dell’Ucraina dove intervenire con più urgenza: Kharkiv, Donetsk e Mariupol.

In una nota dal Palazzo di Vetro, le Nazioni Unite hanno riferito che nel 2014 gli aiuti sono stati pari a settantadue milioni di dollari, mentre per l’anno in corso si prevede che la richiesta di aiuti salga a centottantanove milioni di dollari. Stamane, un colpo di mortaio ha centrato un ospedale nella città di Donetsk, roccaforte dei ribelli secessionisti. Lo ha riferito l’Amministrazione della città, secondo la quale il proiettile ha colpito un ospedale.

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