Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Ripristinare
la dignità umana

· L’appello del Consiglio delle Chiese del Medio oriente ·

Un appello affinché venga ripristinata la dignità umana delle persone, in particolare rifugiati e immigrati, che soffrono per via dell’annoso conflitto regionale, è stato lanciato dal Consiglio delle Chiese in Medio oriente (Middle East Council of Churches, Mecc) nel corso della riunione annuale che si è svolta nei giorni scorsi ad Ain el Qassis, in Libano. La preghiera, il dialogo teologico e il servizio agli altri sono stati i principi ispiratori che hanno animato il lavoro del Consiglio, che ha auspicato la costruzione di nuovi ponti di amicizia e collaborazione.

In questa martoriata regione, secondo i dati forniti dal dipartimento dei servizi ai rifugiati, complessivamente sono stati registrati oltre cinque milioni di profughi, con il maggior afflusso in Giordania e Libano. Il dipartimento, che opera in 23 campi profughi in tutta la regione, coordina la formazione professionale, i servizi sanitari, l’istruzione e i prestiti alle imprese, incoraggiando le donne ad avviare un’attività in proprio. «Se le condizioni di vita incidono sui diritti umani o sulla dignità umana dobbiamo essere presenti», ha detto Bernard Sabella, direttore del dipartimento dei servizi del Consiglio ai profughi palestinesi, esortando i partner a lavorare insieme.

Durante i lavori, è stato letto un messaggio del segretario generale del World Council of Churches (Wcc), reverendo Olav Fykse Tveit, il quale ha ricordato che «la nostra fede non è cieca. Vediamo attorno a noi tante situazioni di conflitto e ostilità incallita, di estremismo violento mascherato da devozione religiosa. Sia che guardiamo al conflitto in corso in Siria, alla miseria di milioni di rifugiati in Libano e Giordania e nella regione, alle invivibili condizioni a Gaza e alle crescenti invasioni dell’occupazione illegale di terre palestinesi, sia che guardiamo alle sfide monumentali del ripristino delle comunità e la presenza cristiana in Iraq — prosegue il messaggio del segretario generale del Wcc — vediamo che le odierne minacce al benessere umano nella regione sono diverse non solo per dimensione, ma anche per genere, difficoltà e complessità». Ecco perché «la continua testimonianza delle Chiese del Medio oriente e dei vostri fedeli interlocutori è così importante. La vostra fede pasquale illumina le tenebre», ha affermato Tveit, ricordando gli accompagnatori ecumenici in Israele e in Palestina come un esempio del modo in cui le Chiese riescano a sostenere, da oltre trent’anni, la dignità umana e i diritti dei palestinesi. Il Consiglio delle Chiese del Medio oriente, riunisce quattro famiglie di chiese nella regione — cattolica, ortodossa, ortodossa orientale ed evangelica — e raduna 27 Chiese membro di 8 paesi del Medio oriente e del del nord Africa.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

16 luglio 2019

NOTIZIE CORRELATE