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Ripresi i colloqui
tra Sudan e Sud Sudan

· Il nodo principale resta la demarcazione del confine ·

Delegazioni governative del Sudan e del Sud Sudan hanno ripreso mercoledì, a Khartoum, i colloqui per la definizione dei confini. 

Si tratta della sesta tornata di incontri sul tema tra i due paesi. Il capo delegazione sudanese, Abdullah Alsadig, ha detto che al termine delle discussioni verrà presentato agli esecutivi di entrambi gli stati un rapporto complessivo sulla vicenda. Il tutto avverrà prima che si possa procedere all’effettiva demarcazione dei confini. Tuttavia ci sono molti ostacoli da superare prima di giungere a questo stadio, ha affermato Alsadig, secondo il quale potrebbero essere necessari molti anni per completare l’iter. Il capo delegazione sudsudanese Darios Garang ha chiarito come tra le delegazioni ci sarà un confronto non solo sulle aree di confine, su cui si è già giunti a un accordo, ma soprattutto su quelle in cui permane dissenso. Le controversie, se non risolte, verranno presentate alle presidenze delle due nazioni. La demarcazione delle frontiere è comunque già stata completata all’80 per cento. La disputa sui confini non è però l’unico problema nelle relazioni tra Khartoum e Juba. Alcuni territori, infatti, che fanno politicamente parte del nord ma che sono culturalmente vicini al sud, continuano a creare frizioni tra le due nazioni. I due stati, inoltre, si sono periodicamente accusati di intromissione reciproca nelle vicende politiche nazionali. Molti sudsudanesi che vivono nel nord, infine, non hanno più diritto alla cittadinanza e vivono una condizione precaria. Il Sud Sudan, infatti, ha proclamato la propria indipendenza nel 2011, dopo decenni di dominio sudanese sul suo territorio. Il percorso verso l’autodeterminazione è stato segnato da molti anni di conflitto sanguinoso tra l’esercito di Khartoum e i gruppi ribelli autonomisti sudsudanesi.

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15 dicembre 2017

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