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Ripresa mondiale fragile e squilibrata

· Secondo il Fondo monetario internazionale ·

La ripresa dell’economia mondiale è fragile e non equilibrata e le forti diseguaglianze sociali possono innescare un’altra crisi come quella non ancora superata. In questo senso si è espresso ieri il direttore del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss Kahn, in una conferenza alla George Washington University, nella capitale statunitense.

Secondo quanto riferito dall’agenzia Blomberg, Strauss Kahn ha rilevato, in particolare, come a un tasso di disoccupazione ancora elevato nelle economie sviluppate faccia riscontro un surriscaldamento con il quale sono alle prese le economie dei Paesi emergenti di Asia e America latina.

Soprattutto, il direttore del Fmi ha messo in guardia dai rischi legati alle forti disuguaglianze sociali perché hanno il potenziale di innescare un’altra crisi. «Il cocktail letale di una prolungata forte disoccupazione e di forti ineguaglianze può mettere a rischio la coesione sociale e la stabilità politica, con effetti sulla stabilità macroeconomica», ha detto Strauss Kahn.

Il direttore dell’Fmi ha anche sottolineato che in Europa sono ancora parziali i progressi sul fronte del sistema finanziario e del debito sovrano. Tra i Paesi europei la cui situazione interna preoccupa l’Fmi c’è anche il Belgio. In un rapporto del Fondo pubblicato ieri si legge che la crisi politica che si protrae da oltre dieci mesi rischia di rendere più vulnerabile un Paese con un debito pubblico sopra il 100 per cento del prodotto interno lordo. L'incertezza politica e l’elevato debito statale alimentano le preoccupazioni sulle finanze pubbliche del Belgio, spiega il rapporto dell’Fmi, secondo il quale «l'assenza di un nuovo Governo federale ritarda la risposta necessaria per affrontare sfide di lungo termine molto importanti», con il risultato di lasciare il Paese e le sue banche «vulnerabili al contagio di possibili nuove turbolenze sui mercati».

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