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Ripresa fragile in Europa

· Nel 2009 sono andati persi oltre quattro milioni e mezzo di posti di lavoro ·

La crisi occupazionale in Europa non accenna ad allentarsi. Come riferisce l'Osservatorio della Commissione Ue, nel 2009 sono andati persi 4,6 milioni di posti. Al termine della riunione dell'Eurogruppo, ieri, il commissario agli Affari economici e finanziari dell'Unione, Joaquím Almunia, ha dichiarato che la ripresa c'è, ma resta fragile e incerta. «Secondo le informazioni disponibili — ha spiegato Almunia — continueremo ad avere una certa crescita nel quarto trimestre 2009». Ma il vero problema sta nella qualità della ripresa. Il livello d'incertezza resta elevato: «Quel che sappiamo — ha aggiunto — è che gli indicatori della fiducia continuano a migliorare e che continueremo ad avere una ripresa graduale ma fragile».

Nei primi nove mesi del 2009, tra i principali Stati membri dell'Unione l'occupazione è diminuita in maniera consistente in Spagna e in Italia, e ha continuato a calare, ma più moderatamente, in Francia e in Germania. Il rapporto dell'Ue dedica questo mese un focus speciale all'Italia. Più di mezzo milione di italiani (508.000) — riferisce il documento — ha perso il lavoro nel 2009 a causa della crisi economica mondiale. «Così che — si legge — nell'ottobre 2009 il numero dei disoccupati ha raggiunto i due milioni per la prima volta dal marzo 2004». Nel novembre 2009, inoltre, il tasso di disoccupati si è attestato all'8,3 per cento, «il dato più elevato degli ultimi cinque anni», anche se si specifica che tale livello «resta attualmente sotto la media dell'Unione europea di 1,7 punti percentuali». La principale preoccupazione di Bruxelles resta però la disoccupazione giovanile, col 26,5 per cento della popolazione sotto i venticinque anni che nel novembre 2009 era senza lavoro. «L'innalzamento limitato del numero dei disoccupati in Italia è dovuto alle imprese che hanno fatto ricorso frequentemente ai piani per il lavoro e ad alcuni settori che hanno ricevuto aiuti massicci», si legge nel rapporto.

Sul fronte borsistico, la giornata di oggi è stata segnata fin dalle prime battute da gravi perdite nel settore bancario. I principali indici sono tutti negativi in apertura: Londra perde lo 0,60 per cento, Parigi cede lo 0,66, Francoforte lo 0,58, Madrid lo 0,53, Amsterdam lo 0,42, Milano lo 0,90. Intanto, è stato reso noto l’indice di fiducia tedesco Zew in dicembre: la rilevazione è passata dal 50,6 di novembre al 47,2, ben al di sotto delle stime che erano attorno al 49,5. Aumenta l’inflazione in Gran Bretagna: a dicembre l’indice ha segnato un rialzo del 2,9 per cento rispetto a un anno fa.

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