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Riprendono i negoziati tra le fazioni libiche

· Si mira a un Governo di unità nazionale ·

Riparte il negoziato per ricomporre le spaccature della Libia: una crisi esplosa in seguito alla fine del regime di Gheddafi. Il Parlamento eletto democraticamente, riconosciuto dalla comunità internazionale ma costretto — per motivi di sicurezza — a riunirsi a Tobruk, ha dato via libera alla ripresa dei colloqui con i ribelli sotto egida Onu: domani in Marocco il nuovo incontro.

L’inviato speciale delle Nazioni Unite, Bernardino León (Afp)

La missione di supporto dell’Onu per la Libia ha annunciato che «il prossimo round di dialogo politico si terrà domani in Marocco» e si concentrerà su tre punti: formazione di un Governo di unità nazionale, «ritiro scaglionato di tutti i gruppi armati» dalle città e «scadenze chiare» da fissare per redigere una Costituzione. Dunque, per porre fine al caos bellico di cui sta approfittando anche lo Stato islamico per insediarsi nel cuore del Mediterraneo, i rappresentanti dei due principali schieramenti del Paese torneranno a incontrarsi grazie alla mediazione dell’inviato speciale dell’Onu, Bernardino León. Dopo la falsa partenza del settembre scorso e due round a gennaio senza la partecipazione dell’altro Parlamento (quello di Tripoli legato alle milizie islamiche) il mese scorso le due parti si erano incontrate a Ghadames, nel sud della Libia. Tuttavia, successivamente — fra veti incrociati, attentati e combattimenti — era stato impossibile convocare un nuovo incontro.

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18 ottobre 2019

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