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Riprendono i convogli umanitari
ma Aleppo è in fiamme

· Russia e Stati Uniti cercano di ristabilire la tregua ·

L’Onu riprende gli invii degli aiuti umanitari in Siria, e a mediare la possibilità di una nuova tregua. Un convoglio umanitario si è diretto verso un’area assediata nella zona di Damasco, segnando la fine della sospensione degli aiuti. «Inviamo un convoglio con aiuti urgenti per le persone nella zona assediata della Damasco rurale. 

La città di Aleppo devastata dai bombardamenti (Afp)

Abbiamo ripreso gli invii sulla base di un imperativo umanitario», ha spiegato il portavoce dell’Onu, Jens Laerke. Intanto, però, una pioggia martellante di razzi e bombe sganciate da aerei hanno appiccato un immenso incendio a ciò che resta di Aleppo, una volta la seconda città della Siria. In fiamme le strade del quartiere Bustan Al Qasr dove gli aerei avrebbero sganciato bombe incendiarie al fosforo. Si contano almeno sette morti tra cui tre bambini. E, mentre l’esercito siriano ha lanciato una nuova offensiva sui quartieri ribelli di Aleppo, la diplomazia internazionale ha vissuto un nuovo stallo. È infatti terminata con un nulla di fatto la riunione di una ventina di paesi del gruppo internazionale di sostegno alla Siria, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu. L’incontro si è concluso nella notte italiana senza che Russia e Stati Uniti riuscissero a raggiungere un accordo sulla ripresa della tregua. La riunione riprenderà comunque oggi. Con franchezza, il ministro degli esteri russo, Serghiei Lavrov, ha detto che «non è successo niente». «Ci siamo scambiati idee con i russi e prevediamo di tornare a consultarci domani», ha confermato il segretario di Stato americano, John Kerry. Poi però non ha nascosto la sua delusione: «Non sono meno determinato di ieri, ma sono un po’ più frustrato». Kerry ha chiesto alla Russia di dimostrare serietà per rinnovare la tregua: «Se i russi torneranno con proposte costruttive, le esamineremo». L’obiettivo della riunione, che si è svolta in un albergo di New York, era far rivivere la tregua che era stata raggiunta il 9 settembre e che è rimasta in piedi una settimana in Siria: fino a lunedì scorso, quando l’esercito siriano l’ha data per conclusa dopo decine di violazioni e la mancata consegna degli aiuti umanitari. L’incontro è coinciso con l’annuncio di Damasco di voler riprendere l’offensiva contro la città di Aleppo: il governo ha consigliato ai residenti di rimanere lontani dalle posizioni dei ribelli.

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