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Riprende
il flusso di migranti

· Nel Mediterraneo sono 366 i morti dall’inizio dell’anno ·

Migranti clandestini ricevono aiuti alimentari dell’Onu in Libia

È arrivata questa mattina nel porto italiano di Palermo la nave norvegese Siem Pilot con a bordo 993 migranti salvati nel canale di Sicilia. Si tratta di 657 uomini, 100 donne e 136 minori. E a breve è previsto l’arrivo a Reggio Calabria di un’altra nave, la ong Golfo Azzurro, con altri 337 migranti recuperati in mare, di cui 248 uomini, 16 donne e 73 minori, provenienti da Guinea Conakry, Mali, Costa d’Avorio, Camerun, Ghana, Liberia, Togo, Senegal e Guinea Bissau. Dopo un flusso più ridotto nei giorni scorsi, sono così tornati i grandi numeri di migranti diretti verso l’Italia: nella giornata di ieri ne sono stati soccorsi ben 1700 in quindici operazioni nel Mediterraneo centrale sulla rotta dalla Libia all’Italia, coordinate dalla centrale operativa di Roma della guardia costiera.

Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale delle migrazioni (Oim), in meno di due mesi già 366 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo. Nello stesso periodo dello scorso anno, che comunque è stato uno dei più tragici per i migranti, i morti erano stati 97. La maggior parte sono stati segnalati sulla rotta tra la Libia e l’Italia: il progetto Missing Migrants della stessa Oim, ne stima 326 dall’inizio dell’anno al 22 febbraio, con un aumento cioè del trecento per cento rispetto allo stesso periodo 2016.

D’altra parte, i dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) informano che da inizio anno, in Europa, sono arrivati via mare 13.924 tra migranti e profughi, di questi oltre il 75 per cento, pari a 10.701, è approdato in Italia, mentre il resto in Grecia e Spagna. In particolare, in Italia si osserva un aumento significativo rispetto al 2016, quando nei primi due mesi era stato segnalato lo sbarco di circa 8100 migranti.

Intanto, dopo un anno di attività, il centro sul traffico di esseri umani di Europol fa sapere che il giro d’affari delle organizzazioni criminali, che gestiscono questi traffici, ha visto un declino nel 2016 (in linea con la diminuzione generale degli arrivi irregolari in Ue), con un calo di circa due miliardi di euro rispetto al 2015, quando erano stati stimati profitti tra i 4,7 ed i 5,7 miliardi di euro. E Facebook, secondo Europol, continua a essere il social media preferito dai contrabbandieri di esseri umani per promuovere i propri “servizi” nei paesi di origine.

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19 settembre 2019

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