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​Riprende il dialogo nazionale

· La Conferenza episcopale del Nicaragua annuncia un accordo tra il presidente Ortega e i manifestanti ·

 Il presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, ha accettato di negoziare un’agenda per la democratizzazione del paese in cambio di un alleggerimento dei blocchi stradali eretti da manifestanti antisandinisti. Si preannuncia quindi una ripresa del «dialogo nazionale» sospeso la settimana scorsa. Lo ha annunciato la Conferenza episcopale, che accompagna la trattativa come mediatore e testimone.

Membri della conferenza episcopale del Nicaragua

Poche ore dopo, la polizia ha scarcerato ventidue persone, soprattutto giovani e studenti, arrestate durante proteste anti-governative nella capitale. Il gruppo è stato consegnato ai sacerdoti della cattedrale della città, che si sono adoperati per ottenerne la liberazione. Non è però chiaro quante persone siano ancora detenute dall’inizio delle proteste, cominciate il 17 aprile con le prime manifestazioni contro la riforma previdenziale e proseguite con la richiesta di dimissioni del presidente.

Nell’ultimo mese e mezzo, secondo il governo, negli scontri sarebbero decedute 22 persone. Per Amnesty International, invece, i morti sarebbero oltre 80 e i feriti più di 850. L’ong ha accusato il governo di aver lanciato una brutale campagna di repressione contro il suo stesso popolo, con esecuzioni extragiudiziarie, uso di forza sproporzionato e ricorso a gruppi politici armati. Secondo Erika Guevara Rosas, responsabile dell’organizzazione per l’America latina, «le autorità nicaraguensi, anche al più alto livello, hanno sferrato un attacco sostenuto, deciso e frequentemente mortale» contro i cittadini, per poi «cercare di coprire queste atrocità, negando alle vittime il diritto alla verità, alla giustizia e alla riparazione».

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27 giugno 2019

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