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Riportare la fiducia
nella Chiesa

· ​I vescovi francesi riuniti a Lourdes ·

La crisi degli abusi sessuali commessi da ministri ordinati sui minori, il clima sociale in Francia segnato dalla rivolta dei gilet gialli, la sfida di una bioetica che favorisca la dignità di tutti e che rifiuti il liberalismo eugenetico, il futuro dell’Europa sono stati i temi principali del discorso pronunciato questa mattina a Lourdes dall’arcivescovo di Marsiglia, Georges Pontier, in apertura dell’assemblea plenaria di primavera della Conferenza episcopale francese. Quattro giorni di lavoro nella città mariana, nel corso dei quali i vescovi sono chiamati ad eleggere il nuovo presidente — carica ricoperta dallo stesso Pontier negli ultimi sei anni — e i due vice, così come alcuni capi commissione, il cui mandato è arrivato a termine.

Nell’introduzione della sua prolusione, l’arcivescovo di Marsiglia ha scelto di parlare di alcuni recenti eventi nella vita della Chiesa: l’incontro sulla protezione dei minori nella Chiesa di fine febbraio in Vaticano e, a livello nazionale, la decisione del cardinale Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, di presentare le dimissioni al Papa dopo la sentenza di condanna in primo grado a sei mesi di reclusione con la condizionale perché riconosciuto dalla giustizia colpevole di non aver denunciato i maltrattamenti subiti da un minorenne da parte di un prete dell’arcidiocesi. «La mancanza di chiarezza nella nuova governance della diocesi di Lione, le vive reazioni di alcune vittime di abusi, tutto ciò ha colpito le nostre Chiese diocesane», ha affermato l’arcivescovo di Marsiglia, ricordando che «la menzogna profonda che può segnare delle vite, comprese quelle di sacerdoti o di consacrati, è la causa di colpe, di peccati, di tante sofferenze nella nostra Chiesa così come nella società». Il Papa «ci ha ricordato che gli abusi sessuali sui minori sono anche abusi di potere e di coscienza sulle vittime», ha dichiarato il presule, e la Chiesa deve pertanto riflettere «sul modo in cui presenta il ruolo dei ministri ordinati».

Indirizzandosi alle vittime, Pontier ha affermato che «un passo è stato compiuto» e che i vescovi sono «pienamente coscienti della loro responsabilità nei confronti dei bambini e dei giovani che vengono accolti dalla Chiesa, così come delle persone che sono già state vittime di abusi». «Non torneremo indietro», ha promesso, anche perché «la loro sofferenza diventa quella di tutta la Chiesa».

Ampio spazio è stato anche dedicato al clima sociale e politico in Francia, segnato innanzitutto dalle manifestazioni dei gilet gialli in tutto il territorio, un clima di «incertezza e di ansia» in una società «attraversata da tumulti profondi e talvolta violenti», che nessuna decisione sarà in grado di superare se non presa «a nome della ricerca del bene comune, con un’attenzione particolare a coloro che sono in difficoltà». Chi sta al potere o è impegnato in politica ha un grande responsabilità, ha sostenuto il presidente della Conferenza episcopale francese, «quella di ridare fiducia nella politica». «Siamo di fronte ad una grave crisi che necessita un rinnovamento nella pratica del potere e delle responsabilità nel mondo odierno. Un fossato si è creato tra i cittadini e i loro rappresentanti, ci vorrà molto tempo per colmarlo», ha ammonito Pontier.

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