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Ripartono ad Astana i colloqui sulla Siria

· Confronto tra Russia, Turchia e Iran per rafforzare la tregua ·

Passi in avanti nella soluzione politica della crisi siriana. Si è aperto oggi ad Astana il terzo round di colloqui il cui obiettivo primario è il rafforzamento della tregua. Nella capitale del Kazakhstan sono in corso consultazioni bilaterali tra i paesi garanti del cessate il fuoco: Russia, Turchia e Iran. 

Ribelli siriani in un tunnel costruito dai miliziani dell’Is nella città siriana di  Al Bab (Reuters)

Oggi sono in programma incontri separati, mentre domani si terrà la plenaria. Sul tavolo essenzialmente questioni tecniche, relative al coordinamento delle azioni militari in chiave anti-jihadista e alla delimitazione delle zone coperta dal cessate il fuoco. Diversi gruppi di ribelli siriani hanno deciso di non partecipare ai colloqui. Uno dei componenti della delegazione dell’opposizione che ha preso parte ai precedenti colloqui di gennaio e febbraio ad Astana, Ousama Abu Zeid, ha spiegato ieri che la decisione è stata presa per denunciare il mancato rispetto da parte del governo siriano dell’accordo sul cessate il fuoco. In merito a un allargamento dei colloqui agli Stati Uniti, il vice ministro degli esteri russo, Ghennadi Gatilov, ha parlato della possibilità di un nuovo dialogo con Washington. «Non abbiamo avuto finora contatti con gli Stati Uniti sul processo di soluzione politica in Siria» ha detto. Tuttavia, se la situazione dovesse cambiare, «Mosca sarà naturalmente pronta a riprendere le consultazioni sulla questione siriana, in particolare nel processo dei negoziati di Ginevra». Ieri il presidente Trump ha dato alla Cia poteri per condurre attacchi coi droni contro sospetti terroristi. A differenza del Pentagono, la Cia non deve rendere conto dei morti civili nelle sue operazioni. La notizia, per il momento, è soltanto un’indiscrezione del «Wall Street Journal» non confermata dalla Casa Bianca. E ieri, intanto, il presidente siriano, Bashir Al Assad, è tornato a esprimersi sulle ragioni della lotta al terrorismo e sugli sviluppi della situazione in Medio oriente. Assad ha lanciato un durissimo attacco agli Stati Uniti e all’Europa. 

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17 settembre 2019

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