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Riparte l'industria americana

· La Casa Bianca studia una riforma del settore immobiliare ·

L'economia americana tira il fiato e cerca di riprendere lo slancio perduto. I nuovi dati sulla produzione industriale incoraggiano gli investitori, con Wall Street che ha chiuso in rialzo, ma non sono ancora sufficienti per parlare di ripresa vera. I prezzi aumentano, lo spettro della deflazione sembra scongiurato. Resta pertanto il nodo dell'occupazione, con una generazione al palo tra precariato e mancanza di formazione.

La produzione industriale riparte e sale a luglio dell’un per cento. Avanzano anche i prezzi alla produzione. È ancora aperta la crisi del mercato immobiliare, che non mostra evidenti segnali di ripresa: le costruzioni di case a luglio aumentano dell’1,7 per cento, meno delle attese, mentre i permessi edilizi calano del 3,1, ovvero ai minimi dal maggio 2009.

Sulle condizioni del segmento più colpito della crisi, quello immobiliare, e che rischia di far scivolare nuovamente l’economia americana, s'interroga anche l’Amministrazione Obama, che ha convocato a Washington economisti, politici e banchieri per discutere e raccogliere idee sulla riforma di Fannie Mae e Freddie Mac, i due colossi del credito ipotecario statunitense sotto la tutela del Governo. Entrambe le agenzie «vanno riformate per evitare ulteriori salvataggi, ma non c’è un chiaro consenso su come procedere», ha spiegato ieri il segretario al Tesoro, Timothy Geithner, assicurando che l’Amministrazione «non sosterrà il ritorno di Fannie e Freddie al ruolo che giocavano prima della crisi; siamo schierati a fianco di coloro che vogliono cambi radicali; non è plausibile lasciare in piedi un sistema come quello attuale».

Ma le difficoltà al raggiungimento di questo obiettivo non sono poche: l’unica cosa che sembra apparire certa è che l'Amministrazione americana continuerà a giocare un ruolo nel garantire i mutui. Questo perché senza l’appoggio del Governo esiste «il rischio che le future recessioni possano essere ancora più severe — ha aggiunto Geithner — perché il sistema finanziario potrebbe non avere il capitale per sostenere su scala adeguata i mutui». E questo potrebbe tradursi in cali ancora maggiori dei prezzi e distruzione della ricchezza. Secondo Bill Gross, numero uno di Pimco, Fannie Mae e Freddie Mac andrebbero interamente nazionalizzate e un programma di rifinanziamento mutui su larga scala andrebbe predisposto a sostegno del mercato immobiliare. «Dobbiamo avviare il processo per liberare i mercati dai programmi governativi e lasciare spazio al settore privato affinché torni a distribuire mutui», ha spiegato Gross. «Dobbiamo continuare a lavorare per mantenere tassi bassi».

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