Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Riparte il dialogo
tra Washington e L’Avana

· Terzo round di negoziati per la fine dell’embargo ·

Si rafforza il dialogo e la cooperazione tra Cuba e Stati Uniti. Rappresentanti dei due Paesi hanno svolto ieri un terzo round di negoziati finalizzati alla rimozione dell’embargo dopo l’avvio del disgelo nel dicembre 2014 e la visita del presidente Barack Obama nel marzo scorso.

Ad annunciare la nuova tappa è stato il ministero degli Esteri cubano in una nota, precisando che i colloqui all’Avana si stanno concentrando appunto sull’allentamento dei vincoli economici deciso dall’Amministrazione Obama e sui passi ancora da fare, nonché sulle regole adottate da Cuba nelle relazioni commerciali e finanziarie. Nessun nuovo accordo, tuttavia, è stato firmato. Un’altra nota, da parte di Washington, fa riferimento a cambiamenti annunciati nella scorsa primavera in materia di viaggi, commercio e transazioni finanziarie. Nessun accenno, finora, a decisioni sull’embargo. Josefina Vidal, diplomatica cubana incaricata di portare avanti i rapporti con gli Stati Uniti, ha affermato via Twitter che i rappresentanti dei due Paesi torneranno a incontrarsi per discutere di questioni migratorie. La complessa questione della rimozione dell’embargo su Cuba, imposto nel 1962, è stato uno dei punti centrali della visita del presidente Obama, che più volte nei mesi scorsi ha ribadito il proprio impegno per far togliere il blocco. Proprio nei giorni della visita del presidente statunitense, il capo dello Stato cubano, Raúl Castro, aveva sottolineato che «la revoca dell’embargo è essenziale perché ha effetti intimidatori». Parole alle quali Obama aveva replicato: «L’eliminazione totale dell’embargo dipende dal Congresso. La tempistica della revoca dipende dal superamento delle divergenze tra noi e Cuba sui diritti umani. Non so quando, ma l’embargo finirà». Ed è ancora difficile capire esattamente quale direzione intenderà prendere, nelle trattative su questo punto nodale, il prossimo inquilino della Casa Bianca.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

17 luglio 2019

NOTIZIE CORRELATE