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Riparte il dialogo sulla Siria

· Fissata la data di inizio dei colloqui mentre l’Europol lancia l’allarme terrorismo ·

Bambini tra le macerie provocate  dai bombardamenti a Damasco (Reuters)

Prosegue il confronto diplomatico sulla crisi siriana e sull’avvio dei nuovi colloqui tra Governo e opposizione, mentre l’Europol (la polizia dell’Unione europea) lancia un nuovo allarme terrorismo: sarebbero infatti cinquemila i jihadisti potenzialmente in grado di attaccare il vecchio continente.

I colloqui sulla Siria partiranno il 29 gennaio e dureranno almeno sei mesi: ci sarà una prima fase di due-tre settimane, seguita da consultazioni per preparare i passi successivi. Per l’avvio «non ci sarà una cerimonia di apertura» e si tratterà di «colloqui di prossimità». A porre le nuove scadenze è stato l’inviato speciale dell’Onu in Siria, Staffan De Mistura, sottolineando come gli obiettivi di questa terza tornata di colloqui sia la formazione di un nuovo Governo in Siria che possa approvare una nuova Costituzione per poi arrivare alle elezioni. I nodi da sciogliere, tuttavia, non sono pochi. In primo luogo, la composizione delle rappresentanze. C’è poi la questione del futuro politico del presidente Assad, che gli Stati Uniti vorrebbero fuori dai giochi, mentre Mosca lo considera un alleato chiave nella lotta contro l’avanzata dei jihadisti del cosiddetto Stato islamico (Is). Il terzo nodo riguarda invece i mediatori. E dalla Siria, intanto, giungono nuove minacce per l’Europa. Come detto, l’Europol ha lanciato ieri un allarme: ci sarebbero almeno cinquemila foreign fighter pronti a colpire, lanciando attacchi sul modello di quelli del 13 novembre a Parigi. 

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