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Riparte il dialogo
sul conflitto in Ucraina

· Al vertice di Parigi raggiunto un accordo sullo scambio di prigionieri e sul cessate il fuoco ·

Riparte il dialogo sulla crisi ucraina. Nel corso del vertice nel cosiddetto formato “Normandia”, svoltosi ieri a Parigi e al quale hanno preso parte i presidenti russo, ucraino e francese, nonché la cancelliera federale della Germania, si è concordato che le parti in conflitto si impegneranno a raggiungere il cessate il fuoco entro la fine del 2019, oltre a scambiarsi prigionieri e a demilitarizzare tre regioni, anche se non è ancora chiaro quali.

I protagonisti del vertice di Parigi (Ap)

Il summit è stato definito dal presidente Putin «un passo nella giusta direzione». La Russia — ha aggiunto — «farà il possibile per risolvere la crisi in Ucraina» ma «è necessario che la costituzione ucraina venga modificata per permettere la creazione dello statuto speciale per il Donbass». Il leader del Cremlino ha chiesto inoltre «eguali diritti per le popolazioni russe che vivono in territorio ucraino».

Nella conferenza stampa, Zelensky ha detto che avrebbe preferito ottenere un accordo più ampio e che «un cessate il fuoco è stato dichiarato 20 volte negli ultimi cinque o sei anni, e 20 volte è stato violato», sminuendo in parte la rilevanza del compromesso raggiunto.

Il presidente francese Emmanuel Macron, parlando alla fine della conferenza stampa, ha ammesso che i negoziati non hanno portato a «una soluzione miracolosa», ma sono comunque stati «un passo in avanti» per concludere la guerra. «Abbiamo superato uno stallo» ha commentato il cancelliere Merkel, rilevando tuttavia che i punti aperti sul tavolo dei negoziati sono ancora molti.

Come accennato, uno dei punti chiave dell’accordo è lo scambio di prigionieri, che dovrà avvenire entro il 24 dicembre.

Le parti si impegnano inoltre a effettuare una piena e completa attuazione del cessate il fuoco, rafforzato dall’attuazione di tutte le necessarie misure di sostegno alla tregua, prima della fine del 2019. Le parti proporranno un accordo all’interno del Gruppo di contatto trilaterale su tre ulteriori aree di disimpegno dal fronte, con l’obiettivo di smobilitare tutte le forze e tutti i mezzi entro la fine di marzo 2020. Entro la stessa data saranno inoltre predisposti nuovi punti di attraversamento lungo la linea del fronte, basati principalmente su criteri umanitari.

Un nuovo vertice del “formato Normandia” verrà organizzato fra quattro mesi per verificare l’avanzamento degli accordi e continuare la discussione per trovare “punti di compromesso” sulle questioni ancora non risolte. Il conflitto tra i gruppi armati di Donesk e Lugansk ed esercito ucraino, scoppiato nel 2014, finora ha provocato oltre 13.000 morti, 40.000 feriti e circa 1,5 milioni di profughi. Da diverso tempo l’intensità degli scontri si è molto ridotta rispetto a pochi anni fa, e Zelensky da mesi promette che cercherà di mettere fine alla guerra, invece che aumentare nuovamente la tensione.

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26 febbraio 2020

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