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Rinviato il voto in Venezuela

· Alle urne il 20 maggio ·

Le elezioni presidenziali in Venezuela si svolgeranno il prossimo 20 maggio e non, come previsto finora, il 22 aprile. Ad annunciarlo è stato ieri il presidente del Consiglio elettorale nazionale (Cne), Tibisay Lucena, al termine di una riunione d’urgenza. La decisione viene interpretata da gran parte della stampa internazionale come un segnale di apertura del governo del presidente Nicolás Maduro alle richieste di alcune forze dell’opposizione. Ma la situazione è purtroppo molto più controversa.

Finora la maggior parte dei partiti di opposizione hanno deciso di boicottare il voto lamentando la mancanza di garanzie per un corretto svolgimento del voto. Un accordo con il governo è stato firmato soltanto da alcune forze del fronte antichavista, quelle che hanno deciso di presentarsi con Henri Falcón, ex governatore dello stato di Lara, espulso due giorni fa dalla Mesa de la Unidad Democrática (Mud, coalizione antichavista). Non è ancora chiaro se altri partiti di opposizione decideranno di partecipare al voto di maggio: negli ultimi giorni si sono tenute parecchie riunioni tra le diverse forze politiche. Tuttavia, la scadenza formale per iscriversi alla tornata elettorale è oggi, 2 marzo. Sulla carta, oltre Maduro e Falcón, ci sono altri quattro candidati: il pastore evangelico Javier Bertucci, l’ex militare Francisco Visconti Osorio, l’ingegnere Reinaldo Quijada e l’imprenditore e pastore evangelico Luis Alejandro Ratti. Il secondo si è presentato a titolo personale, mentre gli ultimi due, sebbene formalmente indipendenti, sono considerati prossimi al chavismo. La tensione, intanto, resta altissima in tutto in paese stretto nella morsa di una gravissima crisi economica. Ieri un uomo è morto e altre persone sono rimaste ferite durante una manifestazione di protesta in un quartiere popolare di Carupano, nello stato di Sucre, nel Nordest del paese. Intanto, come accennato, la crisi peggiora. E colpisce soprattutto il settore della sanità.

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