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Rinviati i negoziati di Ginevra sulla Siria

· Confermata la distruzione dell’antico teatro romano di Palmira ·

I colloqui di pace tra le parti siriane in conflitto previsti a Ginevra sono stati rinviati di tre giorni e si terranno il 23 febbraio sempre sul lago Lemano. La data è stata fissata ieri dopo che l’opposizione aveva reso noto l’elenco dei 21 delegati che prenderanno parte al negoziato e che sono stati scelti in un summit nel fine settimana.

La documentazione fotografica delle distruzioni a  Palmira diffusa dal governo russo (Afp)

Lo staff dell’inviato generale delle Nazioni Unite per la Siria, Staffan de Mistura, ha sostenuto che sia i rappresentanti del presidente Bashar Al Assad sia quelli dell’opposizione dovrebbero essere comunque a Ginevra già il 20 febbraio per contatti preliminari, anche se le trattative inizieranno tre giorni dopo. I negoziati seguiranno quelli di Astana mediati da Russia e Iran, con la collaborazione della Turchia. Gli incontri nella città kazaka si terranno il 15 e 16 febbraio e vi prenderanno parte, oltre ai delegati del governo di Damasco e dell’opposizione armata, lo stesso De Mistura e rappresentanti di Giordania e Stati Uniti, questi ultimi in qualità di osservatori, come ha sottolineato in una nota il ministero degli esteri kazako. Il primo round di colloqui ad Astana si è tenuto lo scorso 23-24 gennaio e ha prodotto un accordo tra Russia, Iran e Turchia riguardante un sistema di monitoraggio del cessate il fuoco in Siria. In vista dei colloqui di Astana il governo di Damasco si è detto pronto a uno scambio di prigionieri con le opposizioni. E, intanto, arriva dal cielo la triste conferma della distruzione del proscenio dell’antico teatro di Palmira, in Siria, da parte del cosiddetto stato islamico (Is). Già nei giorni scorsi si era diffusa la notizia del danno al teatro e al tetrapilo a sedici colonne, ma il filmato diffuso dal governo russo non lascia dubbi: il video girato da un drone mostra nuovi danni all’area archeologica che l’Unesco ha inserito tra i siti patrimonio dell’umanità.

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19 gennaio 2020

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