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Rimandata a ottobre

· ​La Ue concede il rinvio della Brexit ·

Theresa May (Afp)

La Brexit è rimandata a ottobre. Bruxelles e Londra si sono accordati su un nuovo rinvio «flessibile»: significa che il Regno Unito avrà tempo fino al 31 ottobre per uscire dall’Unione europea ma potrà farlo prima se il Parlamento britannico voterà a favore di un accordo sulle condizioni di uscita. Alla fine di una lunga riunione tra i leader dell’Ue e il primo ministro britannico, Theresa May, conclusasi dopo la mezzanotte di mercoledì, May ha dichiarato che il Regno Unito proverà comunque a concretizzare il distacco dall’Ue prima del 31 ottobre. Il rinvio è stato chiesto nella speranza di evitare una uscita disordinata “no deal”, cioè senza accordo.

Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha fatto una dichiarazione breve e precisa, un «messaggio per gli amici britannici»: «per favore non sprecate questo rinvio». I diversi capi di stato europei inizialmente non erano concordi sulla durata del rinvio per la Brexit: alcuni paesi volevano dare al Regno Unito più tempo. Il cancelliere tedesco Angela Merkel, ad esempio, aveva proposto che la data finale fosse posticipata al 31 dicembre. Il presidente francese Emmanuel Macron, invece voleva che la proroga fosse breve.

May aveva chiesto una proroga — come era stato stabilito anche dal Parlamento britannico con il voto dell’8 aprile — solo fino al 30 giugno, dopo avere ottenuto qualche settimana fa una proroga dal 29 marzo al 12 aprile.

Alla fine i capi di stato europei hanno raggiunto l’unanimità, necessaria per prendere una decisione, sulla data del 31 ottobre, cioè un giorno prima della fine del mandato di Jean-Claude Juncker come presidente della Commissione europea.

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