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​Le immagini
del battesimo di Gesù

· Dall’età tardoantica al medioevo occidentale ·

Giotto, «Battesimo di Gesù» (Padova, Cappella degli Scrovegni, 1303-1305)

L’arte cristiana più antica, per quanto attiene la rappresentazione del battesimo di Cristo, esordisce nel comprensorio callistiano all’alba del III secolo. Proprio in questi anni a Roma nasce il concetto di cimitero comunitario riservato ai primi fratelli di fede sepolti, gli uni accanto agli altri, secondo un sistema egualitario che accomuna, in un unico contesto, i cristiani ordinari e i più alti gerarchi della Chiesa, tanto che nel cuore del primo nucleo catacombale della via Appia, furono sepolti anche i Pontefici, in una cripta sobria ma anche privilegiata.

Ebbene, proprio in questa regione catacombale, nei più antichi cubicoli definiti dei Sacramenti, compaiono a fianco del più antico repertorio cristiano, le prime scene di battesimo. Le immagini sono semplici, schematiche, costituite esclusivamente dal Battista, di grandi proporzioni, in quanto primo attore dell’episodio neotestamentario, che versa acqua sul capo del Cristo nudo e più piccolo di statura, proprio per indicare la scala dei valori del sacramento di iniziazione. Il contesto, entro cui si svolge la scena, è ridotto ai minimi termini: il Giordano è indicato da flebili linee azzurre, mentre una colomba sorvola due personaggi, e anzi, proprio questi due elementi sciolgono ogni dubbio circa l’identificazione della raffigurazione, che potrebbe essere confusa con il battesimo di un semplice neofita. 

«Battesimo di Gesù» (Ravenna, Battistero degli ortodossi, V secolo)

La scena, con poche varianti, appare a qualche centinaio di metri dai cubicoli appena nominati, nell’antichissima regione di Lucina. Qui, però, proprio per la precocità dell’affresco, lo schema della scena non traduce in figura il momento solenne del battesimo, ma quello immediatamente successivo, quando, simultaneamente all’arrivo della colomba raffigurante lo Spirito Santo, il Battista aiuta il Cristo a uscire dalle acque del Giordano. Subito dopo, come si accennava, la scena si codifica proponendo unicamente l’immagine di Cristo rappresentato giovane, talora fanciullo, nudo e immerso nell’acqua, con le braccia lasciate andare lungo il corpo, quasi per rendere l’idea dell’inerzia, dinanzi alla potenza misteriosa del battesimo. Per questo, il precursore compie il gesto solenne e mistico dell’impositio manuum (“imposizione delle mani”) sulla testa del Cristo.

di Fabrizio Bisconti

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14 dicembre 2018

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