Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​Rilancio cinese
in Africa

· ​Xi Jinping promette investimenti per 60 miliardi di dollari ·

La penetrazione economica cinese in Africa, in costante progressione da anni, ma che di recente a giudizio di alcuni analisti aveva mostrato segni di rallentamento, ha avuto in queste ore un nuovo rilancio.

Il presidente cinese al forum di Johannesburg (Ap)

Il presidente cinese, Xi Jinping, all’apertura ieri a Johannesburg del foro di cooperazione Cina Africa, che presiede congiuntamente al suo omologo sudafricano Jacob Zuma, ha annunciato che il suo Paese investirà sessanta miliardi di dollari nello sviluppo del continente africano. Xi Jinping, che co-presiede il forum con il Sudafrica, ha esposto nei dettagli ai numerosi capi di Stato africani presenti, un progetto in dieci punti di investimenti per la cooperazione con il continente. «Al fine di garantire il successo di questi dieci progetti di cooperazione, la Cina ha deciso di fornire un totale di sessanta miliardi di dollari al finanziamento di questo sostegno». Xi ha inoltre annunciato che Pechino fornirà aiuti alimentari del valore di 156 milioni di dollari alle regioni africane dove il raccolto è stato scarso a causa di El Niño, il fenomeno meteorologico ciclico che quest’anno si è presentato con particolare intensità.

La crescita rallentata in Cina quest’anno aveva spinto il Governo a tagliare gli investimenti nei Paesi africani di oltre il 40 per cento nei primi sei mesi del 2015. Il rilancio del presidente cinese va ora in direzione opposta, confermando un interesse strategico di Pechino per il continente africano oltre al suo dichiarato sostegno in una fase dell’economia globale segnata da profonde difficoltà per la gran parte dei Paesi africani.Alle crisi alimentari aggravate dalla siccità, per non parlare dei conflitti che tormentano numerose regioni africane, si è aggiunto il calo dei prezzi dei prodotti minerali. Le ripercussioni sono state pesanti soprattutto sugli Stati, come Zambia e Sud Africa, che nel settore minerario hanno una componente cruciale della loro economia. Per non parlare delle conseguenze sociali, dato che le compagnie estrattive, in massima parte straniere, hanno risposto alla contrazione degli utili con licenziamenti di massa.

Ne ha parlato il presidente sudafricano Jacob Zuma: «Vogliamo cooperare con la Cina per assicurare la vivibilità di lungo termine dell’attività estrattiva africana», ha detto, sottolineando come questa partnership sia «importante alla luce del declino della domanda di materie prime».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE