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Rilanciato l’accordo tra Khartoum e Juba

· Sulle questioni del petrolio e della smilitarizzazione del confine ·

Il Sudan e il Sud Sudan hanno raggiunto un accordo sulla ripresa dei flussi di petrolio entro quindici giorni, oltre un anno dopo che il Governo sudsudanese di Juba aveva bloccato produzione ed esportazione. L’annuncio è arrivato oggi, dopo quattro giorni di trattative ad Addis Abeba mediate dall’Unione africana. L’accordo perfeziona quelli già sottoscritti nei mesi scorsi dal presidente sudanese Omar Hassan el Bashir e da quello sudsudanese Salva Kiir Mayardit. Il Governo di Juba, nel cui territorio si trova il grosso dei giacimenti petroliferi, aveva sospeso le attività di pompaggio ed estrazione nel gennaio dell’anno scorso, dopo l’ennesimo fallimento nella ricerca di un accordo con Khartoum riguardo alle imposte sul transito del greggio negli oleodotti sudanesi. Juba aveva accusato Khartoum di imporre tariffe anche trenta volte maggiori di quelle usuali nel mondo. Quella di Khartoum era stata una ritorsione al rifiuto sudsudanese di far valere anche dopo l'indipendenza le ripartizioni delle risporse petrolifere a suo tempo fissate, sia pure per i previsti sei anni di transizione, dall'Accordo generale di pace del 2005.

Le delegazioni di Khartoum e di Juba hanno anche concordato il ritiro delle rispettive truppe da una zona di confine smilitarizzata, per smorzare la tensione. Inoltre è stato fissato per il prossimo 17 marzo un incontro per discutere «le questioni relative ai gruppi armati», altro nodo irrisolto, con accuse speculari tra i due Governi.

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