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Rigore di bilancio per favorire la ripresa economica

· La formula indicata dal presidente della Bce Trichet ·

Il rigore del bilancio Ue è la strada migliore per favorire una credibile e solida ripresa economica: lo ha sottolineato, in un'intervista al «Wall Street Journal», Jean-Claude Trichet, presidente della Banca centrale europa (Bce), secondo il quale la vigilanza contro l'inflazione e il rigore di bilancio sono la ricetta migliore per una rinnovata crescita in Europa. «Tutte le banche centrali, in periodi come questo in cui vi sono minacce inflazionistiche che vengono dalle materie prime, devono essere molto attente che non si inneschino effetti a catena sui prezzi» ha affermato Trichet riferendosi alla possibilità che i rincari energetici, attraverso le contrattazioni salariali, coinvolgano altri settori economici.

Trichet ha quindi aggiunto: «Al momento la Bce non vede effetti di questo genere, ma non sarà la debolezza di economie come la Grecia e il Portogallo a impedire che l'Eurotower reagisca». Un'affermazione, rilevano gli analisti, che suggerisce che la Banca centrale europea potrebbe rialzare i tassi già quest'anno se le aspettative inflazionistiche di consumatori e imprese dovessero salire troppo.

E questa mattina il ministro dell'Economia francese, Christine Lagarde, intervenendo al Forum internazionale dell'Ocse su America Latina e Caraibi, a Parigi, ha sottolineato che di fronte alla crisi «noi europei dobbiamo essere modesti, fare il nostro dovere e fare di più», anche prendendo esempio dai Paesi emergenti. «Oltre ad avere una moneta comune, dobbiamo dotarci degli strumenti per mantenere la disciplina e per accumulare riserve anticicliche».

E sui diversi aspetti della crisi è intervenuto anche il premier lussemburghese e presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, invitando a «superare i tabù» e a concedere ai Paesi dell'eurozona più in difficoltà prestiti a tassi di interesse più bassi rispetto a quelli applicati finora. Nello stesso tempo, riferisce l'agenzia Ansa, Juncker ha lanciato un monito: «Non si può chiedere troppo ai Paesi con le finanze pubbliche più solide».

Il presidente dell'Eurogruppo, dunque, ha ribadito in sostanza la linea che accomuna tutti i sei Paesi del cosiddetto «club della tripla A», quelli considerati dalle agenzie di rating più affidabili sul fronte dei debiti sovrani e della capacità di rimborsare i titoli pubblici emessi (Germania, Francia, Lussemburgo, Austria, Finlandia e Paesi Bassi). E di fatto si mostra favorevole all'ipotesi di una ristrutturazione del debito greco: proposta alla quale, secondo alcune indiscrezioni riportate da fonti di stampa, starebbe lavorando in particolare la Germania. «Dobbiamo evitare i tabù, ma non possiamo più domandare troppo ai Paesi più solidi» ha dichiarato Juncker, che ha aggiunto: «Senza solidità finanziaria, infatti, non vi può essere solidarietà, e senza solidarietà non si possono fare progressi verso la solidità finanziaria».

Nel frattempo il presidente della Commissione Ue, José Manuel Durão Barroso, ha ribadito l'urgenza di non rimandare il consolidamento delle finanze pubbliche, come pure la riforma del settore finanziario. Nello stesso tempo il presidente della Commissione Ue ha sollecitato l'introduzione di riforme strutturali a sostegno di una crescita globale. «Questo è un messaggio che la Commissione vuole indirizzare con il massimo della chiarezza e il massimo della forza a tutti i capi di Stato» ha dichiarato Durão Barroso, secondo il quale un rigoroso consolidamento fiscale e la stabilità del sistema finanziario sono «passi cruciali» per il funzionamento corretto, senza squilibri dannosi, delle economie dei diversi Paesi europei. «La ripresa — secondo Durão Barroso — è già partita, ma è troppo lenta e non sufficientemente diffusa».

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