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Rifugio dei cristiani

· L’iconografia mariana contemporanea ·

Il 20 settembre 1870 un corpo di spedizione italiano sotto il comando del generale Raffaele Cadorna, prodotta una breccia nei pressi di Porta Pia, entrava con cinquantamila uomini nella Roma di Pio IX che presto sarebbe divenuta la capitale di un’Italia da qualche anno unita sotto lo stesso regno.

 La breccia di Porta Pia il 21 settembre 1870

Il colpo di mano che dava così compimento alle aspirazioni unitarie decretava il definitivo declino della forma di governo temporale in cui, per almeno dieci secoli, si era identificata la cristianità. Lo scrive Giuliano Zanchi sottolineando che in quel frangente l’atto militare interrompeva anche, con significativa coincidenza, i lavori del concilio Vaticano, che veniva aggiornato sine die da Pio IX con il breve Postquam Dei munere giusto un mese dopo, il 20 ottobre 1870. La presa di Roma, con la fine dello Stato Pontificio, avveniva nel contesto di una resistenza culturale alle istanze della modernità, di cui quel concilio, interrotto dall’effrazione militare, voleva essere sigillo. La nascita dell’unità italiana sorprendeva dunque il cattolicesimo nel momento più acuto del suo disadattamento culturale.

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