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Riforme incomplete
nel Myanmar

· Obama a colloquio con Aung San Suu Kyi ·

Le riforme politiche in Myanmar «non sono in alcun modo complete o irreversibili». Lo ha detto oggi il presidente degli Stati, Uniti Barack Obama, durante la conferenza stampa congiunta a Yangoon con il leader dell’opposizione nel Paese asiatico, il premio Nobel per la pace 1991, Aung San Suu Kyi.

L’incontro tra i due premi Nobel per la pace (Reuters)

Negli ultimi due anni sono stati fatti cambiamenti importanti, ha sottolineato il presidente, ma ora è necessario fare ancora di più. A riguardo, Obama — anch’egli vincitore del Nobel per la pace, nel 2009 — ha detto di ritenere «senza senso» la disposizione costituzionale che impedisce a Suu Kyi di candidarsi alla presidenza. In base a un apposita norma inserita dai generali nella Carta, al leader dell’opposizione è precluso di concorrere alla più alta carica dello Stato in quanto moglie e madre di stranieri. Questa clausola, la 59f, non è stata mai abolita, impedendo di fatto ad Aung San Suu Kyi di candidarsi. Ieri, a margine del vertice dell’Asean, Obama si è incontrato con il presidente Thein Sein, esortando il Governo del Paese del sud-est asiatico — erede della giunta militare — a tenere elezioni libere, inclusive ed eque. Al capo dello Stato, Obama ha domandato la possibilità di un cambiamento della Costituzione, che sbarra la strada a Suu Kyi. Domani il presidente degli Stati Uniti sarà a Brisbane, in Australia, per partecipare al vertice dei capi di Stato e di Governo del g20.

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