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Riforme e povertà

· ​Progressi nel negoziato con Bruxelles ma in Grecia scarseggiano i generi di prima necessità ·

Il negoziato sugli aiuti alla Grecia ha «ripreso a scorrere»: lo assicura il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, il quale avverte però che molti dettagli della soluzione finale vanno ancora precisati. Insomma, dopo l’incontro a Berlino tra il premier ellenico, Alexis Tsipras, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel, le cose sembrano andare nella giusta direzione, anche se molto resta ancora da fare.

Una donna tiene tra le mani la bandiera greca durante le manifestazioni per il giorno dell’indipendenza celebrato ieri 24 marzo (Epa)

«Mi auguro — ha detto Dijsselbloem — che il negoziato sia servito a migliorare le relazioni tra Germania e Grecia, almeno un po’». Dijsselbloem è il ministro delle Finanze olandese e nell’ambito della trattativa con Atene ha sempre portato avanti posizioni molto nette sulla necessità dell’austerità e del rispetto dei patti comunitari. Dijsselbloem ha invitato ieri l’Esecutivo di Tsipras a fornire in fretta ulteriori dettagli sulla lista di riforme che dovrà essere vagliata dall’Eurogruppo, in modo che «possiamo mostrare il semaforo verde». Non appena avremo un accordo definitivo — ha spiegato — «potremo fornire gli aiuti di emergenza». Il piano di riforme greco è atteso per lunedì prossimo. Se dunque nel negoziato tra Atene e Bruxelles sulle condizioni di risanamento dell’economia ellenica le cose sembrano aver preso una piega giusta, molto diversa è la situazione dell’economia reale. Dopo sei anni di crisi economica e recessione, un greco su tre si trova oggi a vivere in povertà e ad avere debiti, mentre il reddito disponibile per ogni nucleo familiare è precipitato al di sotto della soglia di povertà. 

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23 luglio 2019

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