Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​Riforma a metà
per la zona euro

· Avviata dal Consiglio europeo di fine anno ·

Via libera dei leader Ue alla riforma della zona euro, che comprende una sorta di paracadute finale (backstop) per il fondo salva-banche; la riforma del Meccanismo europeo di stabilità, detto anche fondo salva-stati; un bilancio della zona euro, che però sarà solo uno strumento per aumentare la convergenza e competitività, ma non avrà funzione di stabilizzazione, come inizialmente proposto dalla Francia. Quest’ultimo strumento, che rientrerà nel bilancio pluriennale, sarà ora messo a punto dai ministri dell’economia. 

I leader europei hanno messo il sigillo al lavoro tecnico fatto dall’Eurogruppo sul backstop del fondo salva-banch e, visto che il sostegno politico lo avevano già dato a giugno. Il meccanismo interverrà in caso di crisi di una banca grande se il fondo non dovesse bastare. Entrerà in vigore dal 2024, ma la data potrebbe essere anticipata al 2020 se verranno fatti sufficienti progressi verso la riduzione dei rischi. Sono stati anche approvato i termini legali per il rafforzamento del fondo salva-Stati : vengono infatti semplificati i criteri che un Paese deve rispettare per accedere agli aiuti “precauzionali”, ma viene messo un grande accento sul rispetto delle regole di bilancio e sulla sostenibilità del debito. Infine, nel contesto del bilancio pluriennale, «l’Eurogruppo dovrà disegnare modalità, attuazione e tempi di uno strumento per la convergenza e la competitività della zona euro». La sua capacità sarà decisa in sede di negoziato sul bilancio Ue. 

Si tratta in sostanza di una riforma depotenziata rispetto a quanto auspicato dalle forze più europeiste, soprattutto in materia di bilancio comunitario. «Stiamo andando avanti ma non abbastanza rapidamente» ha infatti ammonito il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker: E soprattutto, senza un vero bilancio che protegga dagli shock «l’Unione monetaria non può sopravvivere».
Come accennato la riforma approvata contiene una forma di bilancio della zona euro ma in formato molto ridotto rispetto a come l’aveva immaginata il presidente francese quando ne aveva fatto la sua bandiera per rilanciare l’ l’Eurozona. L’opposizione dei paesi riuniti nella “Nuova lega anseatica”, un gruppo informale guidato dall’Olanda, nonché la reticenza della Germania, hanno praticamente affossato l’idea originaria il cui obiettivo era la stabilizzazione economica dei Paesi che attraversano una pesante crisi congiunturale.
Per quanto riguarda l’altra questione scottante di questo vertice, la Brexit, il premier britannico Theresa May è ritornato in patria con un testo di accordo sostanzialmente uguale a quello raggiunto a novembre. È stato appena ritoccato per venire incontro alle richieste di May nella formula che riguarda il futuro del confine nordirlandese, ma la precisazione in questione non sembra annullare le incognite in vista del voto definitivo al parlamento di Westminster. Si comincia così a parlare di diversi scenari possibili sulla strada della Brexit, nel caso di negata ratifica da parte della camera dei comuni.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

24 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE